Capitolo ventesimo – LA PROFEZIA

Nota importante: La storia non è editata da professionisti, nasce con poche pretese. Una piccola fantasia che, se vorrai, ti terrà compagnia per un po’. Buona lettura ^_^

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Qualche riga del capitolo precedente…

-Ora ho capito, – esordì Nicolas applaudendosi da solo con un fragoroso sbattere di mani – Ora ci sono!-
Tutti si voltarono a guardarlo mentre si alzava e avanzava ridendo verso i ragazzi rimasti immobili e si rivolse ad Ice – Dimmi, dove dovrebbe essere Laura in questo momento? – la sua domanda era diretta e nonostante il sorriso che aveva sulle labbra il suo tono era estremamente serio. Un leggero vociare si alzò, tutti erano esterrefatti da questa strana domanda, ma appena videro Nicolas lanciare degli sguardi ammonitori, il silenzio tornò sovrano. Nicolas tornò a concentrarsi su Ice
Il ragazzo parve confuso, allora Nicolas gli ripetè la domanda – Rispondi, dove dovrebbe essere Laura in questo momento?-
– Come faccio a saperlo? Credo qui a Corte! –
– No, No, No! – disse Nicolas scuotendo la testa -Guarda bene Ice, tu Vedi dove dovrebbe essere Laura. Lei qui è infelice, lei qui si sta autodistruggendo, lei qui sta piano piano spegnendosi e quindi è in pericolo. Sì onesto con te stesso, con me e con tutti. Non ti accadrà nulla. Guarda bene dentro di te, dovresti riuscire a focalizzare, non è solo istinto il tuo. Hai visto il pugnale che la colpiva, quindi ora dimmi, dovresti vedere dove portarla per salvarla.-
Laura alzò la sua mano e l’appoggiò delicatamente su quella di Ice che era sempre sulla sua spalla e poi lo incoraggiò -Dimmi Ice, dove dovrei essere? –

Capitolo ventesimo – LA PROFEZIA 

Occhi negli occhi i ragazzi si fissavano e lui cedette a quella dolce richiesta.

– Nella casetta di legno. – Fu solo un sussurro, ma il silenzio era tale che tutti lo udirono.

– La casetta della visione? Quella nel bosco, con il camino e quella piccola e splendida cucina? –

Lui annuì.

I loro occhi scintillavano, i loro cuori battevano all’impazzata ma all’unisono e il loro respiro era quasi inesistente, come se respirare potesse far scorrere il tempo e rovinare questo attimo in cui le anime acquisivano la consapevolezza di quello che stava accadendo, la consapevolezza di quanto il loro destino fosse unito.

-Non scherziamo. – Urlò Giovanni un ragazzo bellissimo che era stato tutto il tempo accanto ad Elena. Era il più alto fra gli Studiosi, con delle forti braccia muscolose e un petto largo da nuotatore. I suoi occhi neri saettavano di disapprovazione. – Non dirai veramente Nicolas. Non possiamo fare andare via una Vedente solo perché mio cugino Luca è stato tanto imbranato da farsi fregare la ragazza. Se lo avessi saputo avrei provveduto di persona a lei. –

Elena sentendosi umiliata da quella parole intervenne -Dicevi di amarmi, mentivi?-

– No non ho mentito, tu mi piaci, soprattutto perché credevo fossi la più potente tra le Vedenti. Mi ha tratto in inganno il fatto che eri l’unica rimasta a Corte… mi sono sbagliato. Ero convinto che fossi rimasta qui perché eri la più abile. In fondo la profezia diceva “La prima sarà forte e bella e proclamerà la nuova novella“, pensavamo tutti che tu fossi la prescelta… poi iniziarono ad arrivare le informazioni su Laura, ma io ero con te e mi andava anche bene, ma chi andava ad immaginare che invece era la più piccola e ribelle la prescelta. Com…-

– Taci ora – disse Nicolas infastidito da quelle parole e con un gesto della mano tolse la voce a Giovanni, che ne fu contrariato, ma rimase fermo al suo posto. Mentre Elena rossa in viso e visibilmente sconvolta, si scostava da lui.

– Cosa mi tocca sentire… – Nicolas scosse di nuovo la testa.

– Forse Giovanni è stato irrispettoso e maleducato, ma una cosa sensata l’ha detta – inizio il discorso Ilda, ma venne zittita da uno sguardo decisamente furioso di Nicolas. Su di lei non aveva usato la magia, non l’avrebbe umiliata fino a questo punto, ma Ilda comprese che non doveva tirare troppo la corda, la situazione era già troppo esasperata.

– Ora – disse sconsolato Nicolas rivolgendosi a tutti, – Non mi costringete a togliervi l’uso della parola, state zitti e ascoltate me. –

Tutti annuirono, senza proferire nessun suono, timorosi della punizione.

Nicolas ridiede, con un gesto della mano, l’uso della parola a Giovanni, sicuro di non essere più disturbato.

– Ho compreso solo ora una parte della profezia e vi spiegherò come fa Ice a sapere dove dovrebbero essere Laura. Come faceva a sapeva cosa stava per dire poco fa. Come ha fatto a salvarla dal pugnale che voleva trafiggerla. Come sapeva che stavate per raggiungerli qui in giardino.  Come l’ha salvata per ben due volte da una rovinosa caduta mentre erano in viaggio verso la Corte… –

Gli occhi dei presenti facevano intendere tutto il loro stupore e alcune bocche erano schiuse in una chiara espressione di intontimento.

Nicolas continuò: – E’così semplice che non mi capacito di non esserci arrivato prima,- ridacchiò tra se e si passo una mano tra i capelli per poi proseguire – Ice è il custode dell’unica vera Vedente, “l’ultima Vedente, la più potente, colei che sconfiggerà il tempo e lo spazio, colei che porrà fine allo strazio” –

Un brusio si diffuse tra i presenti.

– Che novità- disse uno.

– Lui è un custode e lei una Vedente, questo lo sapevamo anche noi – disse un altro.

E così via fino a quando Nicolas non richiamo l’ordine con un gesto della mano e tutti tornarono silenziosi.

– Non ho detto che lei è una Vedente, lei è La Vedente. Colei che vede meglio di chiunque altro ed è la sola che che può trasmettere le visioni, ma questo lo avevo già intuito. Ecco perché le ho regalato un amplificatore di trasmissione, è ancora da collaudare, ma credo funzioni benone. –

Laura si toccò il fermaglio che aveva tra i capelli, l’ultimo regalo del suo caro amico Nicolas che ora le faceva l’occhiolino per confermare i suo sospetti, poi prosegui con un sorrisetto di compiacimento sulle labbra.

– E non ho detto che lui è un custode, lui è il Custode per la precisione, lui è colui che più di chiunque altro può proteggere La Vedente, perché lui vede quando lei ha bisogno di aiuto. –

– Quindi Ice è una specie di vedente? – Chiese Sun meravigliato facendosi largo tra la folla. Aveva approfittato della festa per tornare a Corte e incontrarsi con il fratello Ground, del quale sentiva fortemente la mancanza, non essendo mai stati separata fin dalla nascita.

– Più o meno, ma vede solo il futuro prossimo e solo della Vedente per la quale è nato – confermò.

-Fantastico – dissero all’unisono Sun e Ground, che nel frattempo aveva affiancato il fratello. Erano entrami estremamente sollevati che il loro gemello avesse finalmente trovato il suo scopo. Era come se gli avessero tolto un peso.

Verso quel terzo fratello non avevano mai sentito il legame che avevano tra loro due, ma comunque gli volevano bene a discapito di tutto quello che veniva detto su di lui.

– Quindi non solo Ice può stare con me, lui deve stare con me. – disse Laura ancora un pochino basita.

– Certo, che voi vi siate innamorati facilita il tutto, non so se fosse già scritto, ma non credo perché nella profezia non c’è nulla al riguardo.-

-Questo non ha alcun senso. Io ho letto molte volte la profezia e non ho mai trovato nulla di tutto questo… – sbottò Ilda indignata.

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11 pensieri su “Capitolo ventesimo – LA PROFEZIA

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