Una ragazza come me in promo ^_^

Da oggi, primo giugno il mio libro “Una ragazza come me” edito dalla Triskell Edizioni è in promozione.
Quindi ecco un breve e nuovo estratto: incontro/scontro tra Mirco e Clara…
… …
Clara ebbe la sensazione di sprofondare in un baratro. Il suo professore preferito aveva tramato alle sue spalle parlando anche con la professoressa di matematica. Era un complotto.
Il professore vide lo stupore, ma soprattutto l’imbarazzo, sul viso di Clara. Anche lui si sentiva imbarazzato, quindi decise di tagliar corto. «Pensaci, noi saremo nell’aula Margherita dalle 15:00, se te la senti di raggiungerci. Ora vai pure a mangiare.»
Clara si mosse come un automa, sistemò le sue cose sotto il banco e uscì. Era talmente sconvolta da dimenticarsi di salutare. Scese le scale, ma si rese conto di non sentirsela di vedere Morris. Sicuramente le avrebbe chiesto cosa voleva il professore e lei… non sapeva cosa fare. Decise di evitare la mensa e andare in camera: doveva pensare.
Come spesso accade, però, le cose non vanno come vorremmo e, a volte, può rivelarsi un bene.
Girandosi di scatto, si scontrò con un ragazzo più alto di lei di un paio di spanne e magro, molto magro. Barcollò un attimo e lui la sostenne saldamente mettendole le mani sulle sue spalle.
«Tutto bene? Non mi aspettavo che cambiassi direzione così repentinamente.»
“Ma come parla questo?” pensò Clara alzando lo sguardo e incontrando quello del ragazzo. Aveva gli occhi azzurri, vivaci e caldi, una rarità per chi ha gli occhi chiari. Il ragazzo, un po’ abbronzato, non era niente male: aveva capelli ricci castano chiaro e lineamenti delicati che gli conferivano un aspetto da intellettuale.
«Allora? Tutto bene?» la incalzò lui.
«Sì,» riuscì a rispondere Clara con un filo di voce.
«Hai dimenticato qualcosa in classe?» le chiese il ragazzo.
«Cosa?» Clara ci mise un po’ per capire la domanda. «No, stavo andando in camera.»
«Non mangi?» domandò lui, corrugando un po’ la fronte.
«Mi è passato l’appetito.»
Chissà perché stava lì, su quella scala, a parlare con uno sconosciuto. Forse era ancora intontita dal colloquio con il professore.
«Beh, la mensa a volte lascia un po’ a desiderare. Stavo pensando di scendere in paese a mangiare un panino e cambiare un po’ aria. Mi fai compagnia?» chiese il giovane lasciandole le spalle e alzando lo sguardo per guardare la porta d’ingresso.
«Sì,» fu la risposta di Clara che si voltò per uscire.

Stavano già camminando verso il paese e lui le stava raccontando della sua pesante mattinata. Le disse che aveva proprio bisogno di sgranchirsi un po’ le gambe e lei si rese conto che, alla domanda di unirsi a lui, aveva risposto di sì.

“Perché?” si domandò.
… …

Estratto dei primi capitoli
Estratto: sospetta dislessia

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