mi affaccio un attimino ^_^

Eccomi 🙋🏻‍♀️ ciao, mi affaccio un attimino dopo giorni di assenza… per regalarvi un altro mio racconto, spero vi possa tenere compagnia per qualche istante e magari farvi emozionare un pochino ^_^

Intanto, vi auguro una buona serata cari amici ❤️

Racconto: La Rosa sul Diario 

di Sara Tricoli

Juta stava accarezzando con la mano la grande rosa a rilievo che sembrava essere un tutt’uno con la copertina del grande Diario. Sapeva che lei e solo lei ne era responsabile, doveva custodirlo. 

Quel Diario racchiudeva i più grandi segreti della sua gente… ed era molto importante, solo i Prescelti potevano leggere cosa vi era contenuto, perché solo loro capivano quei simboli. 

Ma poi, quella che abitava nella Grande Città, era veramente la sua gente? E quella che aveva iniziato a vivere, era davvero la sua esistenza?

Lei era cresciuta libera tra le montagne. Viveva in una piccola comunità di raccoglitori /coltivatori, lontani dalla Grande Città, lontana da tutto quel rigido cerimoniale e da quegli impegni imposti. Lei era cresciuta in un villaggio che si fondeva con la natura. Dormivano in case fatte di legno e fango, si cibavano di verdura, frutta e radici e si vestivano con tessuti naturali: cotone, canapa, lino. Come tutti sottostavano alle leggi dei Divini, ma pagati i loro tributi vivevano in pace.

Era una piccola comunità ma felice, che intrecciava rapporti con altre comunità confinanti scambiandosi aiuti e materiali utili. Un gruppo di loro a volte si avventurava in luoghi più lontani e Juta sorrise ricordando quando chiese il permesso di andare con i suoi fratelli… 

Sospirò pensando a Jacob, il ragazzo conosciuto pochi mesi prima, durante quel durissimo viaggio, ma ricco di avventure e soprattutto di sorprese. Si spinsero oltre le Montagne Alte per consegnare del cotone in cambio di attrezzi per la coltivazione e qui si fermarono per qualche giorno ospiti di una famiglia molto gentile.

Jecob di un paio di anni più grande di lei, era il sesto degli otto figli e si offrì di farle visitare il loro territorio. C’erano dei campi sterminati, verso le montagne la foresta aveva una moltitudine di piante che lei non conosceva, perché crescevano solo su quel versante. Era affascinata da tutte le spiegazioni che lui le dava e da quante cose conosceva. Jacob era un viaggiatore. Avendo già cinque fratelli che aiutavano il padre, fin da giovanissimo si era sempre offerto come volontario per portare le varie comunicazioni da villaggio in villaggio e questo gli aveva dato l’occasione di coltivare la sua passione. Adorava partire per esplorare luoghi lontani e si capiva da come si muoveva, che sapeva gestire svariate situazioni, era sicuro e determinato e non sobbalzava a ogni rumore come invece faceva Juta che era sempre stata nel suo villaggio, protetta dalla sua famiglia.

Giorno dopo giorno i due ragazzi diventavano sempre più intimi e quando Jecob la portò a visitare una piccola radura con una stupenda cascata, situata nel fitto della foresta, la passione che nutrivano l’uno per l’altra, non tardò a manifestarsi. Lui aveva  asserito che quel luogo fosse poco conosciuto e l’aveva esortata a fare il bagno nella piccola conca poco distante. 

Juta arrossì pensando a cosa era accaduto in quella conca d’acqua cristallina… e una lacrima di rimpianto per una vita che gli era sfuggita di mano, le rigò la guancia.

Jacop era bellissimo e affascinante e le aveva chiesto di restare. Le aveva detto che l’amava, che il suo villaggio poteva essere anche la sua casa, oppure sarebbero andati dove lei avrebbe preferito. Avrebbero potuto viaggiare fino a quando non avrebbero trovato un posto che avrebbero chiamato entrambi casa. Sarebbe stati felici! 

Juta non poteva credere di essere tanto fortunata. Lei però, non poteva andar via senza dire addio ai suoi genitori e quindi, gli aveva promesso che completata la missione per la sua comunità, sarebbe tornata per restare per sempre con lui. 

Però, tornata a casa l’attendeva una strana notizia… l’anziana Prescelta era deceduta e i Divini avevano individuato in lei la nuova Predestinata. Juta era colei che doveva preservare il Diario Della Rosa, solo lei poteva aprirlo e leggerne il contenuto, perché era l’unica che possedeva la magia per la connessione. Fu prelevata e condotta a palazzo al centro della Grande Città senza la possibilità di replica, non poteva rifiutarsi.

Ormai erano già più di sei mesi che veniva istruita sui rituali di corte, doveva compiere il suo dovere, era nata per quello… così gli era stato spiegato. Tuttavia, lei non si sentiva per nulla serena. Quel Diario, da tutti venerato come il libro della Verità, conteneva informazioni su tutto e soprattutto su tutti e il più delle volte decretava la morte dei traditori… Lei non era per nulla d’accordo, ma era costretta a leggere ciò che compariva e riferirlo ai Divini, qualunque cosa fosse.

Quella sera osservava il Diario, con il polpastrello percorreva pigramente il contorno della rosa. «Come fa una cosa tanto bella, essere così orribile!» mormorò tra sé. La rosa si illuminò, come faceva sempre sotto il suo tocco e il diario si aprì. Comparvero dei simboli e come ormai sapeva molto bene, lei era tenuta a leggerli e comunicarli. 

Strabuzzò gli occhi, era l’ennesima condanna a morte per un cittadino che aveva osato parlar male dei Divini e delle loro leggi ingiuste. Juta non ne poteva più, non avrebbe riferito quel messaggio di morte, quell’oggetto era solo un gran pettegolo. 

Chiuse il diario di scatto e lo gettò lontano… era un cattivo diario e lei non ne voleva sapere più nulla. 

Il suo cuore era straziato!

Pianse lacrime amare per la sua sorte, voleva tornare al villaggio, voleva tornare a casa, voleva rivedere Jacob!

Come se i suoi desideri si potessero avverare qualcuno bussò alla sua finestra, lei rimase a dir poco sconcertata nel riconoscere chi era il ragazzo che le chiedeva di entrare. Era convinta lui si fosse dimenticata da tempo di lei, che avesse trovato un’altra compagna per coronare il suo sogno di formare una famiglia. Invece, era lì con il viso preoccupato e nello stesso tempo felice, forse per averla trovata. Lei corse alla finestra e quando lo fece entrare lui l’abbracciò e la baciò con una passione che non credeva possibile.

«Ora ti porto via!» le disse in un sussurro e la prese per mano, ma lei lo fermò.

«Non posso andare via, ovunque io vada i Divini mi troveranno. Ho questa strana connessione con il Diario e… » disse indicando l’oggetto che giaceva per terra in un angolo della stanza.

Jacob corrugò la fronte riflettendo. «Come funziona questa “cosa”?» le chiese.

Lei sembrava sorpresa dalla domanda. «La connessione intendi?»

Lui annuì e lei scrollò le spalle.

«Da quello che mi hanno raccontato, se mi allontano lui emette degli impulsi, che i Divini sanno interpretare… fino ad arrivare a me. È così che mi hanno trovata la prima volta. Quando è morta l’anziana Prescelta, il diario li ha guidati… purtroppo!»

Jacob sorrise. «Beh, allora portiamolo con noi, così loro non avranno nulla per rintracciarti!»  esclamò con disinvoltura.

Juta rimase estremamente sorpresa dalla logica di lui, era letteralmente a bocca aperta. Lei era una ragazza molto semplice e ingenua, ma lui probabilmente per l’esperienza accumulata, era più astuto.

«Qualcuno sa di me? Della nostra promessa di stare insieme?» le chiese serio.

Juta scosse la testa in segno di negativo. «Non sa nessuno di te, di noi… nemmeno i miei fratelli. Volevo parlarne con i miei genitori, con mia madre prima di tutti. Lo avrei fatto appena tornata al villaggio, ma quando giungemmo c’erano già i Divini ad aspettarmi, erano appena arrivati, il Diario sapeva che stavo tornando e li ha condotti lì.»

«Intendo qui…» specificò per spiegarsi meglio. «Tra questa gente, hai degli amici, insomma, ti sei forse confidata con qualcuno?» le chiese gentile.

Parlavano sommessamente, uno di fronte all’altro, vicinissimi e lui di tanto in tanto le accarezzava la guancia e i capelli come a volersi sincerare che fosse proprio lì con lui. 

La guardava tanto intensamente da far tremare le gambe di Juta… si rese conto di quanto lo avesse aspettato, di quanto lo amasse, ti quanto fosse impensabile una vita senza di lui. Si sporse per depositargli un tenero bacio sulle labbra. «No, tu sei stato solo mio, il mio segreto, il mio sogno… Jecob, ho davvero pensato di averti solo sognato!» gli confidò in un bisbiglio.

Jecob le sorrise per poi baciarla con passione. «Sono abbastanza reale adesso?» la prese un po’ in giro, prima di tornare serio. «Hai fatto bene a non dire nulla, ma comunque è meglio essere prudenti. Ho conosciuto i tuoi genitori, perché non vedendoti tornare, sono venuto a cercarti e quando mi hanno raccontato che eri qui… prigioniera, ho dichiarato che sarei venuto a prenderti per portarti via con me. Sono stato impulsivo, imprudente, ma ero sconvolto. Tu sei stata più cauta di me.»

Juta sorrise soddisfatta, era felice di essere apprezzata dal suo amato e saggio Jecob, anche se non era certo per astuzia che non aveva parlato di lui, piuttosto la paura l’aveva fatta tacere. Paura che le potessero portare via anche quel briciolo di speranza. 

«Scusami se sono arrivato solo ora. Ci ho messo un po’ per trovarti e per escogitare un modo per raggiungerti… questa è una vera fortezza!» le disse accarezzandole dolcemente la guancia che si stava rigando di lacrime. 

Juta era felice, non poteva vietarsi di sperare in una vita migliore insieme al suo Jecob e allo stesso tempo straziata al pensiero dei suoi genitori… indecisa, non sapeva se fosse giusto andare via e lasciare il suo dovere e poi… aveva ancora paura! «Andranno da loro… dai miei genitori e arriveranno a me, non si arrenderanno mai! Il Diario della Rosa è troppo importante per loro, gli garantisce l’ordine. È grazie a lui che possono liberarsi dei possibili nemici e continuare a comandare», dichiarò mordendosi il labbro con rabbia.

«Noi non torneremo al mio villaggio, né al tuo. Andremo molto più lontano, non preoccuparti, so esattamente dove e staremo benissimo, fidati. Nessuno sa dove saremo e quindi nessuno potrà seguire le nostre tracce. Ho già avvisato i miei e i tuoi parenti, sono dispiaciuti di non poterti più rivedere, ma felici che tu possa essere di nuovo libera. Ora rimane solo una questione: tu vuoi vivere con me, per sempre?» le chiese lui sicuro della sua risposta affermativa che non tardò ad arrivare sotto forma di un bacio appassionato.

Presero il Diario e lo misero in una sacca, per poi sparire nella notte mano nella mano.

Ma sarà poi davvero tutto così facile? 

Juta, sarà veramente libera dal suo dovere? È pur sempre la Prescelta…

Continua…

***

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37 pensieri su “mi affaccio un attimino ^_^

    • wow, per me questo è davvero un complimento meraviglioso 😍 effettivamente il processo è: scrivo ciò che vedo nelle mente, nella speranza che chi legge possa vedere il mio stesso “film” ^_^ Grazie ancora di tutto cuore 😘

      Piace a 1 persona

    • Grazie infinite per le tue parole che mi riempiono di gioia. Trasmettere emozioni è il mio scopo e accendere curiosità nel lettore è veramente una grande soddisfazione 😉 Il racconto è in fase di lavorazione, quindi presto ci sarà un piccolo seguito, ma poi boh… vedremo! Grazie ancora e buona serata

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