Buon Natale con racconto

Cari amici, Buon Natale!

Il Natale è sempre sinonimo di Magia e Amore, quindi voglio condividere con voi un racconto di fantasia che ho scritto tempo fa…

Vi lascio alla lettura augurandovi di passare una bella giornata, nella speranza che la Magia del Natale possa portare un vento di cambiamento per il futuro, che tutto possa tornare alla normalità…

un forte abbraccio virtuale pieno di affetto ❤️

Racconto TRA DUE MONDI 

di Sara Tricoli

Fabio si ritrovò sulle sponde di un laghetto circondato da una fitta vegetazione, la stessa che l’aveva tratto in inganno facendolo perdere e vagare per ore.

Il laghetto, largo poco più di due metri e profondo solo una cinquantina di centimetri donò un po’ di ristoro al ragazzo che bevve la sua acqua e si addormentò sfinito sulla sua sponda.

Al suo risveglio la dolce Ada lo stava osservando. Era piccola poco più di una spanna e galleggiava sull’acqua, seduta su di una ninfea. Sembrava una visione e non la realtà.

Fabio molto lentamente si tirò su e la guardò con un crescendo di interesse. Sembrava una piccola donna, vestita solo di petali e con lunghi capelli bianchi e fini. I suoi occhi erano azzurri come l’acqua del laghetto sul quale fluttuava.

«Chi sei?» le chiese.

«Io sono colei che vive fra due mondi, sono lo spirito delle ninfee», gli rispose con una flebile voce melodiosa.

Fabio si convinse di avere le allucinazioni, non poteva credere a ciò che vedeva e sentiva, ma ne era comunque molto attratto.

«Tu invece, sei un umano, vero?» chiese lei curiosa.

Lui annuì, sorridendole senza rendersene conto.

Anche la piccola donna era decisamente affascinata da Fabio. Gli occhi verdi del ragazzo erano fissi su quelli di lei, come ipnotizzati. I suoi capelli erano colpiti dalla luce che filtrava dal fitto fogliame e il caschetto biondo sembrava risplendere.

Si guardarono per un tempo che parve lunghissimo, come se nell’osservarsi potessero conoscersi.

E così accadde: Fabio visse sulla sponda di quel laghetto per ben cinque giorni. Mangiò bacche e bevve l’acqua ristagna, ma non gli fece male o almeno lui non avvertì nessun male, perché la sua mente e il suo corpo erano distratti, avvinti da Ada.

Lei si svegliava al mattino e conversava con lui tutto il giorno, per poi adagiarsi sul suo fiore e assopirsi mentre i petali richiudendosi le facevano da coperta.

Tutto sembrava idilliaco, Fabio non era mai stata tanto felice, finalmente si sentiva parte di qualcosa, pur sapendo che quello non era di certo il suo mondo.

Il quinto giorno, quando Fabio si svegliò, trovò Ada in lacrime. «Devo dirti addio», gli disse guardandolo tristemente.

«Perché?» le chiese quasi senza fiato, aveva paura di perderla e si sentiva mancare l’aria al solo pensiero.

«Oggi il mio fiore muore e io con esso», gli spiegò tra le lacrime.

«Ma tu sei lo spirito delle ninfee non puoi morire, dovresti essere eterna o sbaglio?» Cercò di trovare un senso  in qualcosa di assolutamente folle.

Ada fece un profondo respiro, si asciugò le lacrime con le sue manine e alzandosi in piedi sul suo fiore cercò di assumere un’aria serena.: «Io avrei dovuto nascere ogni giorno da un fiore diverso. Ogni mattina avrei dovuto far sbocciare una nuova ninfea, invece, ho deciso di rimanere solo su questo fiore… »

«Perché?» la interruppe Fabio, intuendo che questa decisione era il motivo della sua fine.

«Questo fiore è il più vicino a te! Se avessi continuato la mia esistenza avrei dovuto spostarmi da un fiore a un altro, da un laghetto a un altro e non avrei potuto più parlare con te. Io vivo tra due mondi: l’acqua e l’aria, ma anche tra realtà e fantasia… ho semplicemente scelto la realtà.» Ada sorrise e poi proseguì con un tono dolcissimo: «Sono molto felice di averlo fatto, è la decisione migliore che io abbia mai preso. Questi giorni con te sono stati talmente belli che sono pronta a pagare il mio pegno.»

«No!» urlò disperato Fabio. «Se avessi saputo qual era il prezzo, se avessi saputo che questi giorni sarebbero stati gli unici… No, ci dev’essere un modo!» Il dolore che stava provando era immenso, si sentiva responsabile e angosciato.

«Mi dispiace, non credevo di farti soffrire. Gli umani di solito non prestano molta attenzione a noi. Non pensavo che tu…» una lacrima solitaria le rigò la piccola guancia. «Se solo avessi saputo… non mi sarei mai svelata.»

Fabio, che aveva ascoltato tutto seduto immobile, come pietrificato, si alzò e avanzò verso Ada. L’acqua del laghetto gli bagnava i pantaloni, ma lui continuava a camminare lentamente verso di lei.

«Cosa fai?» chiese lei stupita.

«Pensavo avessimo più tempo, pensavo… Non posso permettere che tu muoia o che tu soffra per colpa mia, quindi ti porto via da qui!» esclamò deciso.

«Non credo cambi nulla, non credo si possa fare…» Ada era confusa, non aveva memoria che un umano avesse toccato uno di loro. Ciò nonostante Fabio era davanti a lei e le tendeva la mano con il palmo rivolto verso l’alto perché lei ci potesse salire sopra.

«Cos’hai da perdere?» le chiese lui risoluto.

Visto da così vicino era anche più bello e i suoi tratti gentili le infondevano tanta speranza. Aveva ragione, non aveva nulla da perdere. Salire su quella mano avrebbe potuto decretare la sua fine, ma tanto, se fosse rimasta sul fiore, sarebbe morta sicuramente.

Ada salì sulla mano di Fabio e con lui tornò a riva. Il ragazzo si sedette a gambe incrociate e delicatamente appoggiò la mano a terra perché lei potesse scendere. Era così bella, se possibile, vista da vicino, ancora di più.

Ada era titubante. Allungò un piedino verso il terreno, ma non lo appoggiò e guardando Fabio spiegò il suo timore: «Non ho mai camminato sulla terra ferma, io non dovrei essere qui!»

Fabio le sorrise. «Nemmeno io dovrei essere qui, ma eccoci. Quando sei pronta farai il tuo primo passo e insieme ne pagheremo le conseguenze, in un modo o nell’altro. Prima però, mia dolce Ada, vorrei poterti dire una cosa.»

«Dimmi pure, ti ascolto.» Lei ritrasse il piede e guardò gli occhi profondi di lui che sembrava un po’ imbarazzato e intimorito.

«Mi sono innamorata di te mia dolce Ada. Ecco, volevo solo che tu lo sapessi.»

Il viso di lei si illuminò. «Non so se quello che provo io è amore o no, nel mio mondo non esistono questi sentimenti. Ma sappi che non mi pento di aver barattato la mia vita per stare con te. Sappi che lo rifarei, sappi che quanto ti guardo e sento la tua voce, qualcosa nasce in me e mi fa sentire felice e serena e…»

Fabio avvicinò il suo pollice alla guancia di lei e la accarezzò dolcemente. Ada abbracciò quel pollice con trasporto, prima di lanciarsi giù dalla mano.

Tutto accadde in un attimo: Ada tocco il terreno con entrambi i piedi e immediatamente crebbe! Divenne alta quanto Fabio e pur essendo completamente nuda, rimase impassibile a guardarsi e a guardare il ragazzo che era incredulo.

Ci volle qualche istante prima che lui scattasse in piedi e l’abbracciasse…

I minuti seguenti furono decisamente intimi…

Ada ricordò solo parecchi giorni dopo, quando era già in città con il suo Fabio, di una leggenda che permetteva allo spirito delle ninfee di essere come un’umana, anche se non del tutto…

***

Oggi, mano nella mano, i due ragazzi sono in trepida attesa sulle sponde del laghetto, dove solo un anno prima si sono incontrati. Il sole sta per sorgere e loro due fissano il bocciolo di ninfea che presto si schiuderà. I loro respiri sono resi irregolari dall’emozione che sempre più si sta impadronendo di loro.

Il cielo sta schiarendosi e un primo debole raggio di sole raggiunse il bocciolo, rendendolo ancora più bello.

Non è ancora il momento, ci vuole ancora un po’. Il sole dove scaldare quel fiore spettacolare prima che lui possa aprirsi e svelare il futuro.

«Non avrei mai pensato che un giorno sarei stata qui ad attendere questa nascita», dice Ada portandosi una candida mano al petto e trattenendo a stendo delle lacrime di commozione.

L’altra mano è intrecciata a quella di Fabio, che è emozionato quanto lei. «Se mi avessero detto che questo giorno sarebbe arrivato, non ci avrei mai creduto. Tutto era contro di noi. La natura stessa era contro di noi, eppure eccoci qui!»

I due innamorati si guardano negli occhi e si scambiano un tenero bacio prima di riposare il loro sguardo e la loro attenzione su quella ninfea candida che inizia finalmente ad aprirsi.

Ci vollero minuti interminabili, ma finalmente il fiore si schiuse completamente e trattenendo il respiro i ragazzi si fecero più avanti per vedere se un altro miracolo avrebbe reso la loro vita ancora più meravigliosa…

Dalla parte centrale del fiore, tra gli stami dorati si intravede una dolce e piccolissima creatura, la loro bambina, frutto del loro amore…

***

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52 pensieri su “Buon Natale con racconto

  1. ……………. ((⁀`̗❇´̖⁀))
    …………… ~ ༺❤❀❤༻ ~
    ……….´❤❀✯………..✯❀❤`
    ………/✯❀❤…Buon…❤❀✯\
    ………❤❀✯.…Natale!….✯❀❤
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