incipit… così inizia…

L’incipit è l’inizio, le prime parole, i primi paragrafi, ciò che dovrebbe farti venire voglia di continuare a leggere il libro che hai in mano!

Ecco il mio incipit di “L’AMORE forse ESISTE“, cosa ne pensi?

Sonia

«Lo sai quello che provo per te», disse alla fine Sonia, in un sussurro. Gli sorrise timidamente e lui di rimando, ma quello di Carlo era triste, perché sapeva che c’era un ma.

Sonia aveva degli occhi grandi e azzurri, così profondi da far sognare chiunque avesse la ventura di incrociarli, come Carlo, che si era perso spesso in quei due laghetti di montagna.

«Sono sicura che con te sarei felice, che ogni momento sarebbe sereno e perfetto, sei una persona dolce e romantica. Ti sei sempre preso cura di me e sono sicura che, con te, potrei coltivare la mia passione per la pittura.

Sono sicura che avremmo una splendida casa, magari dei bambini. La nostra sarebbe una vita perfetta: sarei amata, protetta, felice. Faremo delle gite la domenica, le vacanze al mare e so già che faresti scegliere sempre a me le mete. Perché tu sei generoso, e il modo in cui mi tratti mi fa sentire come una principessa.»

Aveva detto tutto senza prendere fiato, con un filo di voce, guardandolo in viso. Si era imposta, infatti, di mantenere lo sguardo nei suoi occhi, in quegli splendidi occhi verdi.

“Chissà come sarebbero belli i nostri figli…”, si sorprese a pensare. “Sicuramente avrebbero gli occhi chiari, è geneticamente inevitabile… ma cosa sto pensando? Fare delle ipotesi assurde in un momento tanto delicato!” si rimproverò.

Sonia si spettinò nervosamente la folta e nera frangetta, facendo scorrere le mani sul viso per spostare i fini, dritti e lunghi capelli dietro le orecchie e poi, con un rapido movimento, dietro le spalle. Era un gesto che faceva spesso quando era nervosa o quando doveva affrontare qualcosa che la turbava.

Era in silenzio già da troppo tempo e si sfregava nervosamente il ginocchio con la mano, gli occhi erano fissi in quelli di lui, dove leggeva quel dolore che non avrebbe mai voluto scorgere.

Mai avrebbe voluto essere lei la responsabile di quella tristezza.

Il discorso era delicato e non voleva dare l’impressione di aver già deciso, perché il suo cuore tormentato non era ancora arrivato a nessuna conclusione.

«Non preoccuparti Sonia, hai tempo per decidere e per capire cosa vuoi, non voglio metterti fretta. Io ti amo e questa situazione non cambierà niente. Ogni promessa sarà mantenuta perché è il mio cuore che lo vuole e non potrei comportarmi diversamente, non desidero far nulla che possa nuocerti», disse lui dolcemente, mantenendo la sua solita compostezza e quel sorriso triste.

Questo era troppo. Sonia non riuscì più a sostenere lo sguardo di Carlo e abbassò il viso e, mordendosi il labbro, si rammaricava: “Come posso far soffrire una creatura tanto meravigliosa?”

Lui accarezzò la mano di lei rimasta abbandonata sopra il tavolino, prima di sfiorarle il mento per farle alzare il viso. Voleva che lo guardasse e con la sua calda voce le disse: «So cosa ti tormenta, quindi non preoccuparti. Vorrei che tu potessi esprimerti liberamente con la tua arte, che trovo meravigliosa.

Certo che mi occuperei di te e faremmo sicuramente una vita meravigliosa… ma non devono essere le cose materiali a convincerti a stare con me: il mio supporto lo avresti comunque, incondizionatamente, so dividere la mia professionalità dal mio cuore.

Ammiro il tuo talento e lo sosterrò nelle mie gallerie, indipendentemente da ciò che provo per te e, soprattutto, a prescindere da quello che deciderai.»

Sonia sgranò gli occhi e si affrettò a chiarire: «No, no, non intendevo dire che ti sceglierei solo per…»

Lui la zittì appoggiando delicatamente il suo indice sulle sue labbra. «Lo so, lo so, non c’è bisogno che mi spieghi nulla. Ora però, scusami, ma devo tornare in ufficio, ho lasciato in sospeso del lavoro piuttosto urgente. Comunque, libera di chiamarmi ogni volta che lo desideri, ok?» le sussurrò.

Sonia annuì, osservandolo alzarsi dal tavolino del bar per dirigersi, con il suo elegante portamento, verso la cassa. Pagato il conto si girò per donarle un altro splendido sorriso.

Quando Carlo sorrideva, tutto il suo meraviglioso viso risplendeva: i suoi occhi verdi sembravano illuminarsi e i perfetti, e ben proporzionati, lineamenti del suo volto acquisivano una maggior bellezza; il tutto era valorizzato dai suoi folti e lucenti capelli biondo cenere. Un fisico asciutto, forse non molto atletico, ma comunque ben proporzionato, completava il suo fascino, rendendolo un uomo non solo bello, ma decisamente desiderabile. La ragazza lo osservò mentre andava via, tra la gente che affollava il largo marciapiede.

Si erano conosciuti poco più di un anno prima.

Sonia gli era stata presentata da un amico come un nuovo talento, ma Carlo aveva dovuto scartare il suo operato perché, nonostante molto buono, non poteva permettersi un nuovo e sconosciuto artista. Ne introduceva circa un paio l’anno e in quello ne aveva già inseriti tre, quindi gli era proprio impossibile.

Quella ragazza, però, aveva un qualcosa di particolare e non voleva lasciarsela sfuggire. Le offrì, quindi, un lavoro in una delle sue gallerie in modo da poter, appena possibile, inserire qualche sua opera.

Lei aveva accettato subito con grande entusiasmo.

Per permettersi di vivere da sola e comprare il materiale per dipingere, Sonia faceva due lavori: di giorno in un call center e di sera in un pub. Sostituire quella vita con un lavoro che le avrebbe permesso di dedicarsi alla sua passione e di essere ogni giorno a contatto con il mondo dell’arte, era un sogno meraviglioso.

***

Sonia lasciò a sua volta il bar e iniziò a camminare, apparentemente senza meta. Era immersa nei suoi pensieri, rivivendo mentalmente il primo anno di lavoro presso la galleria, dove aveva avuto modo di conoscere meglio Carlo, apprezzandolo e affezionandosi a lui, alla sua intelligenza, al suo intuito nello scovare talenti.

Carlo le aveva fatto una corte dolce e semplice, invitandola qualche volta per un caffè poi, occasionalmente a pranzo e infine a cena.

Sonia si era trovata a uscire con lui senza nemmeno rendersi conto, era avvenuto tutto con grande naturalezza. Lei e Carlo avevano un’infinità di argomenti di cui parlare e in sua compagnia stava molto bene.

Una sera, riaccompagnandola a casa si era sporto a baciarla, un bacio molto dolce. Le sue labbra erano state delicate e vellutate come la carezza di un petalo di rosa.

Sonia aveva compreso quanto lui tenesse a lei proprio quella sera: dopo quel bacio le aveva augurato la buona notte e se n’era andato.

Il giorno successivo lei lo aveva affrontato con imbarazzo, confessandogli anche il suo interesse, ma che non le sembrava il caso si frequentassero, soprattutto perché lui era il suo capo. Allora Carlo la licenziò, ma solo per farla assumere da Jonathan, un suo amico e stimato collega.

Da quel momento non ci sarebbero più stati impedimenti alla loro storia, tutto sarebbe stato meraviglioso, come in una favola.

Sonia era convinta di non poter desiderare più nulla dalla vita. Quell’uomo era stato il suo salvatore: le aveva dato un lavoro che adorava, le dava la possibilità di dipingere, l’amava con una dolcezza e una passione che non aveva mai conosciuto. Ancora non erano una vera coppia e già parlava di matrimonio, di famiglia, di calore. Sarebbe stato tutto assolutamente perfetto se solo, nella sua vita, non fosse entrato Sergio.

continua…


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35 pensieri su “incipit… così inizia…

  1. Bellissimo racconto Sara! Anche a me, tra le tante cose, piace scrivere questo genere di storie. Complimenti, davvero. L’ultimo dettaglio mi ha lasciato la voglia di continuare nella lettura, perciò aspetterò con ansia il seguito. Comunque scritto molto bene😉🥰🤗

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  2. L’incipit credo sia importantissimo perché è il biglietto da visita di un romanzo, dovrebbe essere abbastanza intrigante da indurre a continuare la lettura e da suscitare subito un interesse

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    • esatto, soprattutto in questa epoca, dove siamo sempre tutti di fretta e abbiamo sempre meno tempo, credo sia ancora più importante che un libro (in concorrenza con mille altri) attragga da subito.
      Ecco il perché del mio articolo, volevo capire se il mio incipit aveva svolto la sua funzione in maniera adeguata 😛

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  3. Ciao Sara! Che meraviglia il tuo racconto, mi ha fatta sognare, mi sembrava di essere nella scena e di vivere le emozioni dei tuoi meravigliosi personaggi!!! 😍
    Bellissimo, l’ho adorato, non vedo l’ora di leggere il seguito!!!! 😍😍😍
    Adoro i racconti d’amore!
    Grazie mille di cuore per aver condiviso il tuo splendido racconto, complimenti!!! ♥️♥️♥️♥️

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    • Grazie infinite carissima… è stupendo sapere di suscitare tante emozioni ^_^ è il mio scopo principale.
      Per il seguito, pubblicherò altri estratti, ma tutto non posso condividerlo perché è pubblicato su Amazon con l’opzione Kindler Umlimited e quindi in esclusiva, però mi farò perdonare, promesso ^_^

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