Racconto: Diario Della Rosa

Eccomi a partecipare al gioco di scrittura de Il Club di Aven!

I temi questa volta sono due  “Diario” e “Rosa”. Io li ho uniti in un unico oggetto…

Spero vi piaccia, come sempre Leggimi e poi fammi sapere cosa ne pensi Scrivendomi ^_^

Racconto: Diario Della Rosa di Sara Tricoli

Juta stava accarezzando con la mano la grande rosa intagliata che sembrava un tutt’uno con la copertina del grande diario. Sapeva che d’ora in poi lei sola ne era responsabile, doveva custodirlo. Racchiudeva i più grandi segreti della sua gente… ed era molto importante.  Ma poi quella, era veramente la sua gente?

Lei era cresciuta libera tra le montagne. Viveva in una piccola comunità di raccoglitori /coltivatori, lontani dalla Grande Città, che si fondevano con la natura. Dormivano in case fatte di legno e fango, si cibavano di frutta e radici e vestivano con tessuti naturali: cotone, canapa, lino.

Era una piccola comunità ma felice, che intrecciava rapporti con altre piccole comunità confinanti scambiandosi aiuti e materiali utili.

Sospiró pensando a Jacob, il ragazzo conosciuto pochi mesi prima, quando era stata mandata, con alcuni suoi fratelli (come si chiamavano all’interno della comunità),  oltre la montagna a consegnare del cotone in cambio di attrezzi per la coltivazione.

Era stata ospitata dalla sua famiglia per una settimana e lui l’aveva accompagnata a visitare il loro territorio. C’erano dei campi sterminati, verso la montagna la foresta aveva una moltitudine di piante che lei non conosceva, crescevano solo su quel versante. Era affascinata da tutte le spiegazioni che lui le aveva dato e da quante cose conosceva. Jacob aveva solo qualche anno più di lei, ma era un viaggiatore. Adorava partire per esplorare luoghi lontani e si capiva da come si muoveva,  che sapeva gestire svariate situazioni, era sicuro e determinato.

Tra le varie visite l’aveva portata in una piccola radura con una stupenda cascata, situata nel fitto della foresta, era semplicemente spettacolare. Lui aveva  asserito fosse conosciuta da pochi e l’aveva esortata a fare il bagno nella piccola conca che si formava proprio ai piedi della cascata. Arrossì pensando a cosa era accaduto in quella conca d’acqua cristallina…

Jacop era bellissimo e affascinante e le aveva chiesto di tornare, una volta che avesse completato la missione della sua comunità, avrebbe voluto che lei tornasse per restare per sempre con lui.

Però tornata a casa l’attendeva la notizia che lei era la prescelta, colei che doveva preservare il Diario Della Rosa. Fu prelevata e condotta a palazzo senza la possibilità di replica, i Divini avevano indicato lei e non poteva rifiutarsi.

Ormai erano già più di tre mesi che veniva istruita sui rituali di corte nella grande città, doveva compiere il suo dovere, era nata per quello… così gli era stato spiegato. Però lei non si sentiva per nulla serena. Quel diario conteneva informazioni su tutto e soprattutto su tutti e il più delle volte decretava la vita e la morte… Lei non era per nulla d’accordo!

Quella sera stava passando il dito pigramente sul contorno della rosa e questa si illuminò, come faceva sempre sotto il suo tocco e il diario si aprì. Comparvero delle parole e lei era tenuta a leggerle per riferirle ai Divini. Solo la prescelta poteva aprire il diario e leggerne il contenuto, solo lei possedeva la magia per la connessione.

Strabuzzò gli occhi, leggendo l’ennesima condanna a morte per un cittadino che aveva osato parlar male dei Divini e delle loro leggi. Juta non ne poteva più, non avrebbe riferito quest’altro messaggio di morte, quell’oggetto era solo un gran pettegolo. Chiuse il diario di scatto e lo gettò lontano… era un cattivo diario e lei non ne voleva sapere più nulla!

Pianse lacrime amare per la sua sorte, voleva tornare al villaggio, voleva tornare fra quelli che erano i suoi fratelli, voleva rivedere Jacob.

Come se i suoi desideri si potessero avverare qualcuno bussò alla sua finestra, lei rimase a dir poco sconcertata nel riconoscere il ragazzo tanto desiderato. Era convinta lui si fosse dimenticata da tempo di lei, invece era lì con il viso preoccupato e quando lei lo fece entrare lui l’abbracciò e la baciò con una passione che non credeva possibile.

«Ora ti porto via» le disse piano e la prese per mano, ma lei lo fermò.

«Non posso andare via, ovunque io vada i Divini mi troveranno. Ho questa strana connessione con il Diario e… » disse indicando l’oggetto che giaceva per terra in un angolo della stanza.

Jacob corrugò la fronte e dopo aver riflettuto un pochino le domandò: «Come funziona la cosa?»

Lei sembrava sorpresa dalla domanda, ma gli rispose comunque: «Se mi allontano lui emette degli impulsi, che i Divini interpretano e li conduce a me e così che mi hanno trovata la prima volta. Morta l’anziana custode il diario ha indicato me… purtroppo!»

Jacob sorrise e poi esclamò con disinvoltura: «Beh, portiamolo con noi!»

Juta rimase estremamente sorpresa dalla semplice logica di lui che le chiese: «Qualcuno sa di me? Della nostra promessa di stare insieme?»

Juta scosse la testa in segno di no e poi aggiunse: «Non sa nessuno di te, nemmeno i miei fratelli. Volevo parlarne prima con i miei genitori, una volta tornata al villaggio per…»

Lui la interruppe e specificò meglio: «Qui intendo!»

Parlavano sommessamente, uno di fronte all’altro, vicinissimi e lui di tanto in tanto le accarezzava la guancia o i capelli come a volersi sincerare che fosse proprio lì con lui.

Lei fece cenno di no e lui le spiegò: «Bene, comunque ho conosciuto i tuoi genitori, perché non vedendoti tornare, sono venuto a cercarti e quando mi hanno raccontato che eri prigioniera qui… ho dichiarato che sarei venuto a prenderti per portarti con me. Ci ho messo un po’ per trovarti e pre escogitare un modo per raggiungerti…» Le disse accarezzandole la guancia che si stava rigando di lacrime, era straziata al pensiero dei suoi genitori e nello stesso tempo non poteva vietarsi di sperare.

«Andranno da loro… arriveranno a me comunque! Il Diario della Rosa è troppo importante per loro, gli garantisce l’ordine. È grazie a lui che possono liberarsi dei possibili nemici e continuare a comandare.» Dichiarò mordendosi il labbro con rabbia.

«Ma noi non torneremo al mio villaggio, né al tuo. Andremo molto più lontano, non preoccuparti, so esattamente dove e staremo benissimo, fidati. Nessuno sa dove saremo e quindi nessuno potrà seguire le nostre tracce. Ho già avvisato i miei e i tuoi parenti, sono dispiaciuti di non poterti più rivedere, ma felici che tu possa essere di nuovo libera. Ora rimane solo una questione: vuoi vivere con me per sempre?» Le chiese lui sicuro della sua risposta affermativa che non tardò ad arrivare sotto forma di bacio.

Presero il Diaro e lo misero in una sacca per poi sparire nella notte mano nella mano.

Ma sarà poi davvero tutto così facile? … … …

 

 

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13 pensieri su “Racconto: Diario Della Rosa

    • Grazie tesoro, mi fa davvero tanto piacere avere la tua approvazione e sapere che le mie storie ti interessano ❤
      Stavo giusto modificando un po' perché ieri ho buttato giù di getto, avevo veramente poco tempo… Ho aggiunto una frase finale che non spiega nulla, anzi… "Ma sarà poi davvero tutto così facile? … … …"
      Per risponderti, ancora non so dove andranno e quali lotte dovranno affrontare, ma devo ammettere che lo voglio scoprire anch'io e l'unico modo che ho è scrivere ^_^
      Prima o poi ho intenzione di proseguire e non è detto che non mi faccia guidare dai vari temi che mettiamo sul gruppo 😉
      A presto e grazie di cuore ❤

      Piace a 2 people

  1. Il racconto è bello, e ora hai anche acceso la curiosità sulla sua continuazione.

    Riguardo Juta, la sua condizione di “predestinata” mi ha fatto pensare un po’ al Dalai Lama, o comunque a quelle figure religiose orientali che vengono designate quando sono solo dei bambini.
    Avranno davvero una vita illuminata? O sarà solo una costrizione fino alla morte?

    Piace a 1 persona

    • Ciao, sono contenta che ti sia piaciuto il racconto… proseguirà… ^_^
      Per quanto riguarda la tua considerazione, mi trovi della tua idea: anch’io a volte mi sono soffermata a pensare se effettivamente questi “predestinati” siano in realtà felici di esserlo. Oppure è tutta una montatura? Chissà se l’ispirazione nel creare questa svolta nella vita di Juta sia frutto di questa riflessione… Aveva una vita felice e ricca, ma credo che accondiscendere a doverla cambiare per fare del bene non l’avrebbe poi colta impreparata. Ma quello che ho voluto sottolineare e, spero che si sia capito, che lei soffre perché le fanno fare cose crudeli contro i suoi principi, contro il bene degli altri e non a favore…
      Quindi preferisce la fuga… ma poi fuggirà veramente?

      Piace a 1 persona

  2. Ciao Sara, come sai non ho la connessione internet in casa perciò quando mi collego ho sempre meno tempo per poter fare tutto quello che devo fare, ma so anche che sai quanto ami la scrittura… ❤ Ho letto il tuo racconto, a ogni frase sempre più entusiasta, e adesso che l'ho finito mi ritrovo a dirti: "Brava. Brava, brava, brava." Giusto ieri sera ho finito un libro bellissimo che ti consiglio di cuore (La misura della felicità di Gabrielle Zevin) dove si parla di libri, di scrittura, e di racconti…
    Non è la prima volta che leggo i tuoi racconti, e ogni volta riesci a confermare il tuo talento nel riuscire a trasmettere tantissimo nella brevità di un racconto… Io non ho mai provato a scrivere un racconto, quindi posso solo immaginare la difficoltà.
    Grande. Sei grande. ^_^
    E la magia che un uomo non veda altro che il "per sempre" con te, è meraviglioso, e sempre bellissimo da leggere. ❤

    Piace a 1 persona

    • Ciao tesoro, sono onorata e felice che tu abbia dedicato il tuo tempo “internet” a me e che poi abbia voluto scrivermi cose tanto belle, che non fanno altro che caricarmi e motivarmi ancor di più. ❤
      Grazie cara amica è uno splendido dono che mi fai, (forse non ti rendi nemmeno conto di quanto sia SPLENDIDO per me 🙂
      Cimentarsi nei racconti brevi non è facile, ma sta diventando sempre più divertente. Il rovescio della medaglia e che poi vorrei arricchire queste storie perché anch'io provo emozioni mentre scrivo e mi affeziono ai personaggi che invento ^_^ strano vero? 😛
      Il tempo, Amico/Nemico, imparerò a gestirlo per portare avanti la mia passione…
      Aspetto anche i tuoi di scritti carissima ❤ mi raccomando!
      Intanto grazie per la segnalazione, leggero sicuramente il libro che mi hai consigliata.
      Un abbraccio grande e un Grazie formato gigante ❤ ❤ ❤

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  3. Pingback: Racconto:  Decisione difficile | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

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