Racconto: TRA DUE MONDI di SaraTricoli

Questa storia partecipa alla ventesima challenge del Circolo di scrittura creativa Raynor’s Hall. Il tema estratto per questo mese è, a differenza dalle altre volte, un’immagine, questa in evidenza, proposto da me ^_^  

Premesso che questo è il mio fiore preferito e che su di lui ho fantasticato sempre molto… sono stata super indecisa sulla storia da raccontare. Essere breve è sempre il mio cruccio, quindi chiedo scusa in anticipo… Buona lettura ❤

Racconto TRA DUE MONDI di SaraTricoli

Fabio si ritrovò sulle sponde di un laghetto circondato da una fitta vegetazione, la stessa che l’aveva tratto in inganno facendolo perdere e vagare per ore. Il laghetto, largo poco più di due metri e profondo solo una cinquantina di centimetri donò un po’ di ristoro al ragazzo che bevve la sua acqua e si addormentò sfinito sulla sua sponda. Al suo risveglio la dolce Ada lo stava osservando. Era piccola poco più di una spanna e galleggiava sull’acqua o meglio era seduta su di una ninfea. Sembrava una visione e non la realtà. Fabio molto lentamente si tirò su e la guardò con un crescendo di interesse. Sembrava una piccola donna, vestita solo di petali e con lunghi capelli bianchi e fini. I suoi occhi erano azzurri come l’acqua del laghetto sul quale fluttuava.

« Chi sei? » le chiese.

« Io sono colei che vive fra due mondi, sono lo spirito delle ninfee. » Gli rispose con una flebile voce melodiosa.

Fabio si convinse di avere le allucinazioni, non poteva credere a ciò che vedeva e sentiva, ma ne era comunque molto attratto.

« Tu invece, sei un umano vero? » Chiese lei curiosa.

Lui annuì, sorridendole senza rendersene conto. I suoi occhi verdi erano fissi su quelli di lei, come ipnotizzati. I suoi capelli erano colpiti dalla luce che filtrava dal fitto fogliame e il caschetto biondo sembrava risplendere. Anche la piccola donna era decisamente affascinata da Fabio. Si guardarono per un tempo che parve lunghissimo, come se nell’osservarsi potessero conoscersi.

E così accadde: Fabio visse sulla sponda di quel laghetto per ben cinque giorni. Mangiò bacche e bevve l’acqua ristagna, ma non gli fece male o almeno lui non avvertì nessun male, perché la sua mente e il suo corpo erano distratti, distratti da Ada. Lei si svegliava al mattino e conversava con lui tutto il giorno per poi adagiarsi sul suo fiore e assopirsi mentre i petali richiudendosi le facevano da coperta. Tutto sembrava idilliaco, Fabio non era mai stata tanto felice, finalmente si sentiva parte di qualcosa, pur sapendo che quello non era certo il suo mondo. Il quinto giorno quando Fabio si svegliò trovò Ada in lacrime. «Devo dirti addio, » gli disse guardandolo tristemente.

« Perché? » le chiese quasi senza fiato, aveva paura, paura di perderla e si sentì mancare l’aria al solo pensiero.

« Oggi il mio fiore muore e io con esso » gli spiegò tra le lacrime.

« Ma tu sei lo spirito delle ninfee non puoi morire, dovresti essere eterna o sbaglio? » Cercò di trovare un senso in qualcosa di assolutamente folle.

Ada fece un profondo respire, si asciugò le lacrime con le sue manine e alzandosi in piedi sul suo fiore cercò di assumere un’aria serena. Quando si fu calmata cercò di spiegarsi: « Io avrei dovuto nascere ogni giorno da un fiore diverso. Ogni mattina avrei dovuto far sbocciare una nuova ninfea, ma invece ho deciso di rimanere su questa… »

« Perché? » La interruppe Fabio, intuendo che questa decisione era il motivo della sua fine.

« Questo fiore è il più vicino a te! Se avessi continuato la mia esistenza avrei dovuto spostarmi da un fiore a un altro, da un laghetto a un altro e non avrei potuto più parlare con te. Io vivo tra due mondi: l’acqua e l’aria, ma anche tra realtà e fantasia… ho semplicemente scelto la realtà. » Ada sorrise e poi proseguì con un tono dolcissimo: « Sono molto felice di averlo fatto, è la decisione migliore che io abbia mai preso. Questi giorni con te sono stati talmente belli che sono pronta a pagare il mio pegno. »

« No! » disse disperato Fabio. « Se avessi saputo qual era il prezzo, se avessi saputo che questi giorni sarebbero stati gli unici… No, ci dev’essere un modo. » Il dolore che stava provando era immenso, si sentiva responsabile e angosciato.

« Mi dispiace, non credevo di farti soffrire. Gli umani di solito non prestano molta attenzione a noi. Non pensavo che tu… » una lacrima solitaria le rigò la piccola guancia « Se solo avessi saputo… non mi sarei mai svelata. »

Fabio che fino a  un attimo prima era seduto a gambe incrociate, stava avanzando verso Ada, con l’acqua del laghetto che gli bagnava i pantaloni, cammina lentamente verso di lei.

« Cosa fai? » Chiese lei stupita.

« Pensavo avessimo più tempo, pensavo… Non posso permettere che tu muoia o che tu soffra per colpa mia, quindi ti porto via da qui » esclamò deciso.

« Non credo cambi nulla, non credo si possa fare… » Ada era confusa, non aveva memoria che un umano avesse toccato uno di loro, ma adesso Fabio era davanti a lei e le tendeva la mano con il palmo rivolto verso l’alto perché lei ci potesse salire sopra.

« Cos’hai da perdere? » le chiese lui risoluto.

Visto da così vicino era anche più bello e i suoi tratti gentili le infondevano tanta speranza. Aveva ragione, non aveva nulla da perdere. Salire su quella mano avrebbe potuto decretare la sua fine, ma tanto, se fosse rimasta sul fiore sarebbe morta sicuramente.

Ada salì sulla mano di Fabio e con lui tornò a riva. Il ragazzo si sedette a gambe incrociate e delicatamente appoggiò la mano a terra perché lei potesse scendere. Era così bella, se possibile, vista da vicino, ancora di più.

Ada era titubante. Allungò un piedino verso il terreno, ma non lo appoggiò e guardando Fabio spiegò il suo timore: « Non ho mai camminato sulla terra ferma, io non dovrei essere qui. »

Fabio le sorrise « Nemmeno io dovrei essere qui, ma eccoci. Quando sei pronta farai il tuo primo passo e insieme ne pagheremo le conseguenze, in un modo o nell’altro. Prima però, mia dolce Ada, vorrei poterti dire una cosa. »

« Dimmi pure, ti ascolto. » Lei ritrasse il piede e guardò gli occhi profondi di lui che sembrava un po’ imbarazzato e intimorito.

« Mi sono innamorata di te mia dolce Ada. Ecco, volevo solo che tu lo sapessi. »

Il viso di lei si illuminò e sorridendo disse: « Non so se quello che provo io è amore o no. Ma sappi che non mi pento di aver barattato la mia vita per stare con te. Sappi che lo rifarei, sappi che quanto ti guardo e sento la tua voce, qualcosa nasce in me e mi fa sentire felice e serena e… »

Fabio avvicinò il suo pollice alla guancia di lei e la accarezzò dolcemente. Ada abbracciò il pollici prima di lanciarsi giù dalla mano.

Tutto accadde in un attimo. Ada tocco il terreno con entrambi i piedi e immediatamente crebbe! Divenne alta poco meno di Fabio e pur essendo completamente nuda, rimase a guardarsi e a guardare il ragazzo allibito davanti a lei. Ci volle qualche istante prima che lui scattasse in piedi e l’abbracciasse… I minuti seguenti furono decisamente intimi…

Ada ricordò solo parecchi giorni dopo, quando era già in città con il suo Fabio, di una leggenda che permetteva allo spirito delle ninfee di essere come un’umana, anche se non del tutto…

Oggi, mano nella mano, sono in trepida attesa sulle sponde del laghetto, dove solo un anno prima si sono incontrati e fissano il bocciolo di ninfea che presto si schiuderà. Il sole sta per sorgere e i loro respiri sono resi irregolari dall’emozione che sempre più si sta impadronendo di loro.

Il cielo sta schiarendosi e un primo debole raggio di sole raggiunse il bocciolo, rendendolo ancora più bello. Non è ancora il momento, ci vuole ancora un po’. Il sole dove scaldare quel fiore spettacolare prima che lui possa aprirsi e svelare il loro futuro.

« Non avrei mai pensato che un giorno sarei stata qui ad attendere questa nascita, » dice Ada portandosi una candida mano al petto e trattenendo a stendo delle lacrime di commozione.

L’altra mano è intrecciata a quella di Fabio, che è emozionato quanto lei, infatti le stringe di più la mano e le sussurra: « Se mi avessero detto che questo giorno sarebbe arrivato, non ci avrei mai creduto. Tutto era contro di noi. La natura stessa era contro di noi, eppure eccoci qui. »

I due innamorati si guardano negli occhi e si scambiano un tenero bacio prima di riposare il loro sguardo e la loro attenzione su quella ninfea candida che inizia finalmente ad aprirsi.

Ci vollero minuti interminabili, ma finalmente il fiore si schiuse completamente e trattenendo il respiro i ragazzi si fecero più avanti per vedere se un altro miracolo avrebbe reso la loro vita ancora più meravigliosa…

Dalla parte centrale del fiore, tra gli stami dorati si intravede una dolce e piccolissima creatura, la loro bambina, frutto del loro amore…

 

 

10 pensieri su “Racconto: TRA DUE MONDI di SaraTricoli

  1. Sara, perdonami, ma arrivo solo oggi a commentare il tuo racconto.
    Complimenti! È bellissimo 😍 mi sono innamorata di Ada e Fabio, della dolcezza e della tenerezza che li caratterizza! Davvero bello e il lieto fine mi ha fatto spuntare un gran bel sorriso, uno di quelli che ti fa sentire soddisfatta e appagata!
    Super bello 😍

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    • non scusarti assolutamente, con tutte le cose che fai… ci mancherebbe e poi la cosa importante e che sei passata ❤
      Grazie mille per la tua approvazione e sono felice di averti fatto provare soddisfazione e appagamento ^_^ Sono veramente molto felice , grazie per avermelo detto ❤ ❤ ❤

      Piace a 1 persona

  2. Che bel racconto ❤ che dire all'inizio pensavo che anche tu ti fossi rivolta alla tragedia! Ci stavo per rimanere stra male per loro. E' stato un racconto davvero dolce, pieno d'amore e lo trovo davvero molto bello ^^ non è vero che non sai gestire il poco spazio, sei bravissima a condensare le cose e sai far rimanere con il fiato sospeso fino alla fine. Anzi se devo esserti sincera, non credo di aver letto qualche tuo racconto lungo, dovrei rimediare! Mi consigli qualcosa?
    Per il resto, l'unica cosa che mi sento di dire è che (perdonami, è più forte di me), sarebbe stato bella qualche descrizione della loro intimità. E' stato un po' un taglio di scena brusco ^^ davvero complimenti, mi è piaciuto molto come racconto!

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    • wow, grazie. Ti assicuro che mi hai commossa con il tuo giudizio, sono veramente felice che ti sia piaciuto, davvero tanto felice ^_^
      Per quanto riguarda la descrizione dell’intimità… non sono molto brava in certe descrizioni (in realtà nelle descrizioni in genere) quindi preferisco lasciare tutto alla fervida immaginazione del lettore… 😉
      Per quanto riguarda il consiglio che mi chiedi… Ti mando presto un email e poi mi dirai…
      Grazie ancora per le tue parole, sono persone come te che mi fanno continuare a pubblicare ciò che scrivo…
      Un abbraccio ❤

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  3. Pingback: Racconti XX challenge – Special – Raynor's Hall

  4. Come al solito Sara sai lasciare con il fiato sospeso fino alla fine. Anche io pensavo a qualcosa di triste ma poi la natura ha fatto il suo corso e, l’Amore, come al solito, ha trionfato!
    Bellissimo passaggio e bravissima.

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    • Grazie carissima😍
      Sai che ci tengo molto al tuo parere ed è per questo che sono molto contenta che ti sia piaciuto il mio racconto. Il lieto fine è nel mio DNA, non può mancare 🤗
      Un abbraccio grande e forte e per quella cosa (che sai)ti tengo aggiornata 😘
      Intanto ne approfitto e ti auguro Buona Pasqua ❤️

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  5. Che bella storia piena di amore e magia.
    Mi è piaciuta molto l’idea dello spirito delle ninfee, che per natura dovrebbe spostarsi di volta in volta in un nuovo fiore. Fino ad un certo punto è un racconto abbastanza malinconico. Diciamo che mi aspettavo il peggio, invece poi hai indirizzato gli eventi verso un lieto fine sempre gradito. Brava. 😊

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    • Grazie per il tuo gentile commento, sono contenta che ti sia piaciuto 😊
      In realtà il racconto inizialmente era centrato sulla figlia e su questa spettacolare nascita, ma come al solito non so essere breve 😅 e ho dovuto correre ai ripari…
      Felice che tu non abbia trovato banale il finale… è lieto perché io adoro il lieto fine e mi farei violenza se scrivessi qualcosa di diverso 🤗
      Un abbraccio 😘

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