Racconto:  Il segreto dello scrigno

Ecco un altro racconto che fa parte del giochino proposto da Andrew Aven   amico / collega scrittore e blogger, che fa parte del  Raynor’s Hall Circolo di Scrittura Creativa Raynor’s Hall. Questa volta il titolo è stato scelto da Alessia lo curto

Titolo: Il segreto dello scrigno

di SaraTricoli

« Sei sicuro che ora posso aprire lo scrigno? » Chiese Laila eccitata anche se un po’ intimorita.

« Certo che puoi, ne hai tutto il diritto, sei tu la discendente dello scrigno e quindi solo tu puoi aprirlo e renderci finalmente liberi. » Le disse dolcemente Ernesto, il maestro-guerriero che aveva affiancato Laila negli ultimi due anni facendole da tutore, ma sopratutto da amico.

« Non posso ancora crederci che finalmente siamo riusciti a trovare lo scrigno, dopo numerose avversità e dopo tante lotte e perdite… » Laila chinò la testa rattristata da ricordi ancora dolorosi, poi però riprese la padronanza di sé e la gioia di questo momento le scaldò nuovamente il cuore. Era seduta su un selciato, freddo e duro, con davanti quel che resta della roccia ormai frantumata dal suo potere per liberare lo scrigno, che finalmente giaceva sulle sue gambe incrociate.

Una nuova forza e determinazione nasceva in lei: « D’ora in poi la pace tornerà a regnare su tutti! » Esclamò radiosa come non mai. Dai suoi grandi occhi color lilla scese una lacrima arcobaleno che le rigò la guancia color dell’ebano, lasciando una scia luminosa. Le lacrime di Laila erano preziose perché magiche, ma questa volta Ernesto si limitò a sorridere e non si apprestò a raccoglierla per conservarla, non estrasse il suo vasetto come aveva fatto tante volte, per riutilizzare nel momento più opportuno quel liquido tanto prezioso. D’ora in poi, grazie al potere dello scrigno, Laila avrebbe potuto gestire le sue innumerevoli magie senza dover ricorrere alle lacrime o al suo sangue… Ernesto ne era felice, non le piaceva torturare una creatura così buona e generosa, anche se lo faceva con il suo consenso e a fin di bene.

« Dimmi, come devo procedere? » Le lunghe dita di Laila stringevano ansiose lo scrigno, la sua voce era fremente di desiderio e le sottili labbra tese dall’agitazione. Con la mano scostò una ciocca nera corvino che le era scivolato davanti al viso e poi ritornò a stringere lo scrigno.

Ernesto si ricordò di quando l’aveva incontrata solo due anni prima, si ricordò di quando aveva posato il suo sguardo su di lei la prima volta. Una esile e fragile creatura che a poco a poco aveva acquistato la consapevolezza di se stessa e delle sue capacità. Era sbucata da dietro un albero, quasi sembrava nata da esso, in quella radura nel fitto della foresta nera. Vestita di stracci e piena di lividi e contusioni, era sopravvissuta da sola in un ambiente ostile fin dalla sua tenere età. Lei non non ricordava il regno andato distrutto, non ricordava i suoi parenti e amici trucidati, non sapeva più chi era, però era riuscita a sopravvivere. Era stato compito di Ernesto spiegarle ogni cosa e incoraggiarla a intraprendere la lunga ricerca che l’aveva poi portata qui, tra queste rovine. Finalmente avevano trovato il più grande dei poteri che tanto astutamente la madre di Laila aveva celato ai nemici, nascondendolo abilmente, subito dopo aver messo in salvo la sua piccola, per poi attirare su di se l’ira del nemico. Pochi indizi erano stati lasciati, ma Ernesto era riuscito a decifrarli e seguirli.

Adesso Laila era una donna, una persona indipendente e capace di gestirsi prendendo rapidamente decisioni difficili che poi si rilevano sempre giuste. Da oggi lui non sarebbe stato più necessario, Laila avrebbe ottenuto il massimo controllo sui suoi poteri e lo scrigno li avrebbe potenziati, quindi il suo compito si sarebbe esaurito, lei se la sarebbe cavata benissimo.

Ernesto le posò la sua grande mano da guerriero su quella piccola di lei e con un tono solenne, ma dolce, le ordinò « Aprilo! »

Laila lo guardò dritto negli occhi, non avevano bisogno di parole tra loro. Era stato sempre così, fin dal primo momento che lo aveva visto. Aveva capito che lui e solo lui era colui al quale avrebbe potuto affidarsi e ricordò perfettamente la sensazione che aveva provato quel giorno nel bosco, quanto gli andò incontro senza esitazione. Lei che si era sempre nascosta da tutti e che non si fidava di nessuno, lo aveva visto e aveva capito… Gli strinse forte la mano e gli sorrise dolcemente, non lo avrebbe mai lasciato andar via, anche se erano chiare le intenzione di lui, lei lo avrebbe persuaso. Il suo sorriso si allargò di più quando lesse l’imbarazzo negli occhi di Ernesto…

Poi si voltò verso lo scrigno, lo aprì e guardò dentro: il segreto era finalmente svelato…

 

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