Riletto: Il bambino dimenticato

Ho letto ancora una volta “Il bambino dimenticato” di Benedetto Fera (Benny)

Tempo fa ho dichiarato che difficilmente rileggo un libro. Primo perché di solito ricordo molto bene quello che leggo e secondo perché preferisco leggere sempre cose nuove…

Però il libro di Benny è un “caso particolare”. Per me è molto di più di un semplice libro, è mille cose insieme: rivivere emozioni assopite, trovare similitudini e disuguaglianze, sorridere e soffocare le lacrime, sognare, sperare, gioire… e molto altro ancora…

Leggendolo ho fatto i conti con tante “cose”, mi sono ritrovata in alcune e mi sono sentita fortunata per non averne vissute (nonostante tutto) altre!

Questo libro mi tocca nel profondo e scuote una parte importante del mio essere, ecco perché ho dovuto leggerlo più volte prima di poterne parlare.

Potrei commentare pagina per pagina, per ognuna avrei qualcosa da dire… Leggendolo mi sono annotata frasi che mi hanno colpita, di cui avrei voluto parlare, ma non posso farlo, sono troppe!

Questo libro è: diverso, intenso, particolare, eccezionale!

Leggere queste pagine ti destabilizza, ti fa immergere in una realtà e in un vissuto che disarma: chi è dislessico si ritroverà tristemente in questo racconto di vita vissuta, riga più, riga meno; chi NON è dislessico probabilmente riuscirà a comprendere meglio “il nostro modo di pensare”…

Io personalmente ho rievocato sensazioni ed emozioni ahimè tristi e di tanto in tanto mi è venuta anche un po’ di rabbia… e a volte una piccola lacrima mi ha solcato il volto. Ho compreso appieno lo stato d’animo di quel bambino, perché certe cose le ho vissute in prima persona…

Ho spesso avuto voglia di entrare nei ricordi di Benny e alzare la voce, urlare l’ingiustizia, proteggere quel bambino…

Cito: “Ero stanco, deluso, avevo sempre la testa bassa, non avevo più le forze nemmeno per reggere la mia stessa testa.”   Come si fa a distruggere così l’infanzia…

… ma poi, come è accaduto anche a me, quel bambino è cresciuto e piano piano ha imparato a prendere in mano la sua vita.

Questo libro è una testimonianza importante, va dritta al punto, colpisce il cuore e fa ragionare la mente.

Anch’io nel mio libro ho parlato di dislessia, ho parlato della mia infanzia, ma ho inventato intorno a tutti i miei sentimenti di allora una storia che ho fatto vivere a personaggi di fantasia, con una loro vita e una loro esperienza e soprattutto con una loro personale rivincita (adoro il lieto fine).

Io sono così, la mia mente è così, se devo dire qualcosa preferisco che sia la fantasia a dirla, preferisco inventare storie e persone e tramite loro comunicare.

Qualcuno potrebbe pensare che è un modo per nascondermi, per non affrontare i ricordi o la realtà (ognuno è libero di pensare ciò che vuole), ma io sono convinta che tutti abbiamo il nostro modo di esprimerci: c’è chi scrive poesie, chi disegna, chi compone melodie e canzoni… Io preferisco inventare storie…

Ogni cosa va bene, basta esprimersi ed essere felici.

Cito: “La felicità non è un oggetto, ma è la ricchezza dell’anima, bisogna cercarla dentro di sé.”

Quindi esorto tutti coloro che vogliono saperne di più a leggere questo libro e a conoscere meglio Benny, mentre a lui posso solo dire:

Complimenti carissimo, alla fine hai trovato la rivincita perfetta: la vita!

Un abbraccio grande ❤

link utili:

blog https://ioeladislessia.com/2017/11/10/siamo-tutti-un-po-dislessici/

pagina facebook https://www.facebook.com/ioeladislessia/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=100002418706583&pnref=lhc

i libri di Benny: https://www.amazon.it/Benedetto-Fera/e/B01N8YMNXT/ref=dp_byline_cont_book_1

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11 pensieri su “Riletto: Il bambino dimenticato

    • Sì decisamente… è un argomento che mi tocca molto, certe sofferenze sono cicatrici che bruciano ancora, ti tanto in tanto… Benny ha saputo raccontarsi in un modo disarmante e spettacolare…
      Buona giornata a te ❤

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  1. Ciao Sara, prima di tutto GRAZIE per aver avuto la pazienza e il tempo di rileggere il libro due volte. E grazie ancora per la stupenda recensione che mi ha commosso profondamente … ricordo ancora la piacevole lettura di “una ragazza come me”, certi scenari sono rimasti impressi nella mia immaginazione. Un grande abbraccio, ti voglio bene 🙂

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  2. L’ha ribloggato su IO E LA DISLESSIAe ha commentato:
    GRAZIE SARA per aver avuto la pazienza e il tempo di rileggere il libro due volte. E grazie ancora per la stupenda recensione che mi ha commosso profondamente … ricordo ancora la piacevole lettura di “una ragazza come me”, certi scenari sono rimasti impressi nella mia immaginazione. Un grande abbraccio, ti voglio bene 🙂

    Piace a 1 persona

    • Grazie Benny, adesso sei tu a commuovere commuove me ❤
      Anche il tuo libro rimarrà per sempre parte di me, indelebilmente stampato nel mio cuore.
      Anch'io ti voglio bene e ti ammiro tantissimo, vai avanti così e riscatta tutti noi ^_^
      un abbraccio grande ❤

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  3. Non ho mai letto questo libro, ma a essere sincera, sono tanti i libri che non ho letto e le tue parole sono così sentite e vere, che mi viene una gran voglia di farlo. Purtroppo il tempo a mia disposizione è davvero poco, ma lo metto in lista. Grazie del prezioso suggerimento. Buona giornata.

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  4. Devo cercarlo appena riesco e leggerlo…mi preme molto la fragilità dell’infanzia adolescenza,specialmente con l’invisibilità di questi giovani d’oggi che si chiudono in loro stessi, o sono annoiati da tutto. Buona giornata

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  5. Tu non hai idea di quanto ti voglia bene! ❤
    Bellissime considerazioni, complimenti! sono felice di aver letto il tuo libro, perché mi hai fatto entrare in un mondo che fono a quel momento mi era estraneo, e te ne ringrazio infinitamente. Adesso, con queste tue considerazioni, mi stai stuzzicando ad una nuova lettura, e di questo ti dico ancora un grazie di cuore! ❤

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  6. Io non mi capacito ancora delle difficoltà che sono costrette a sopportare le persone con qualcosa di non uguale agli altri! É una coda che proprio non riesco a capire e che trovo inaccettabile. Nella mia esperienza nelle scuole,dalle materne alle superiori,ho sempre fatto in modo che TUTTI aiutassero tutti e che nessuno si permettesse prese in giro o di far sentire inadeguato qualcuno. E mi sono sempre documentata su tutto,dai problemi con gli apparecchi per i denti,alle balbuzie,dislessia e handicap per poter aiutare al meglio. Direi che è il primo compito di un insegnante

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    • Tesoro, se tutti gli insegnanti fossero come te… Se tutti amassero il proprio lavoro e i propri studenti come fai tu…
      Se tutti capissero che basta così poco per non far sentire inferiore un bambino che chiede solo di imparare…
      Hai ragione dovrebbe essere il compito di un insegnante, invece alcuni sembrano voler solo mettere in difficoltà… chissà poi perché…
      un abbraccio carissima e grazie per essere come sei ❤

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