Ti racconto una storia…

Ti racconto la storia di una giovane autrice che sogna di poter condividere ciò che la sua mente crea…

Ed ecco che un giorno viene a conoscenza di un meraviglioso concorso al quale ci si può iscrivere senza pagare una quota. La nostra giovane amica, che non vuole in alcun modo gravare sul bilancio famigliare, vorrebbe tanto poter partecipare. Sicuramente tanti autori, anche più bravi di lei, parteciperanno e forse qualsiasi cosa la sua mente possa elaborare non sarà all’altezza. Però, nonostante l’insicurezza, legge velocemente le indicazioni del concorso e mettere giù un’idea. Scrive di getto quattro cartelle* e poi le lascia in sospeso, perché bisogna dire che la nostra amica ha molte cose da fare e poco tempo da dedicare a questa sua passione.

Il tempo scorre inesorabile, i giorni si susseguono inarrestabili e si avvicina così la data di scadenza del concorso. La nostra giovane autrice cerca di ritagliarsi degli spazi per riprendere in mano quel che aveva scritto e per sistemarlo un po’. Cerca, cerca, ma non riesce. Si ritrova il giorno prima della scadenza a porsi la domanda importante: tentare o lasciar perdere?

Decide di tentare, quindi rilegge velocemente i termini del concorso, soprattutto la parte che riguarda il testo da inviare e si accorge che, seguendo i parametri richiesti, quello che ha scritto è troppo lungo. Apporta modifiche su modifiche, taglia e ritaglia, riesce a rientrare nelle indicazioni (con margini, interlinee e quant’altro sia richiesto). Ma non è soddisfatta, ha dovuto tagliare un pezzo che ritiene importante e quindi scoraggiata esce con la famiglia per un impegno inderogabile e abbandona il lavoro.

Per tutto il giorno ci pensa e ci ripensa, non riesca a rassegnarsi e appena torna a casa, anche se è molto tardi, riprende in mano il lavoro e (nemmeno lei sa come) riesce a modificarlo tanto da esserne orgogliosa.

Il giorno dopo le rimane solo di spedirlo, ma ha paura di non aver corretto tutti gli errori allora chiede aiuto al marito, ai figli, alla mamma. Chiede loro di leggerlo e trovare eventuali errori, anche se questo le procura un senso di disagio, ma ormai c’è così vicina…

Arriva il momento del titolo e non sa proprio cosa mettere, decide di chiamare l’opera con lo slogan del concorso (considerando che lo cita nel testo). Devi sapere che per questa nostra amica il titolo non ha poi una grande importanza. Sa benissimo che invece il titolo di un racconto dovrebbe essere accattivante e interessante, lo ha letto in tanti articoli, ma lei non ci si affeziona particolarmente, “non lo ritiene poi tanto importante“. Nel suo cuore non prova nulla per il titolo… ma questa volta si sbaglia di grosso.

Premendo il tasto invio della mail è emozionata, crede che questo racconto piacerà, in poche righe è riuscita a trasmettere molti sentimenti e spera, spera di riscuotere un po’ di successo. Felice e appagata attende una risposta alla sua mail…

… dopo qualche giorno arriva la risposta, ma è negativa: il racconto non è stato ammesso al concorso. Sarebbe stato infinitamente meglio non vincerlo, ma dopo tutto quello sforzo e quel coinvolgimento dei suoi famigliari è proprio triste non poter nemmeno sognare di partecipare, di avere una chance.

La nostra cara ma delusa amica si sente avvilita, non comprende il perché: “Sicuramente avrò sbagliato il conteggio delle parole” si tormenta.

Senza aspettarsi una vera risposta, invia una gentile richiesta per avere delucidazioni in merito. La risposta arriva poche ore dopo**. La giovane autrice si sente demoralizzata, per la millionesima volta nella sua vita si arrabbia con se stessa. Si sente la testa pesante e gli occhi bruciare, si morde il labbro e si dice rancorosa: “Sei sempre la solita idiota… ti tiri la zappa sul piede da sola… ti danneggi come una stupida… ti perdi sempre in un bicchier d’acqua!” Si ammonisce come erano soliti dirle da ragazza!

***   ***   ***

Benvenuti nel mondo di Sara… cerca di fare tutto perfettamente bene, ma poi, per una sciocchezza, una piccola brezza insignificante, tutto crolla… quante volte è capitato… quante volte capiterà ancora…

… ma lo sconforto passa, perché Sara non piange molto sul passato. Impossibile porre rimedio, quindi con una scrollata di spalle supera anche questo e guarda al futuro pensando: “Forse il mio racconto ha destini diversi, migliori, più importanti… ^_^”

_____________________________

* 1 cartella = 1 foglio A4

**  Il racconto non poteva avere come titolo lo slogan del concorso

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29 pensieri su “Ti racconto una storia…

  1. e mannaggia saraaaaaa!!!!!!
    però è tanto bella la passione che metti in questa tua passione! ammettimi la ripetizione di passione! era per rimarcare quanto tu ci tenga!
    ma…. faccio la sfacciata…. il racconto lo terrai per te? o magari lo destinerai a qualche altro evento? chissà se ce lo regalerai!
    ps. finalmente ho “avuto” il libro di laura, solo che leggerlo sul pc diventa piu lungo che un libro cartaceo, quindi impiegherò di piu.
    ora devo sto per prendere il tuo e quello di un altro amico di blog, ma amazon non mi accetta il pagamento… non capisco perchè e devo andare alla posta… forse essendo il terzo acquisto on line dopo avvo e laura, probabile abbia fatto macellino!
    sono irrecuperabilmente antica!
    bacini cara e continua così!

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  2. Ma fregatene dei concorsi e pubblicalo qui o con una casa editrice:io leggerò più che volentieri 😊 Pensa che devo ancora finire il mio perché non ho mai tempo per scrivere! Che ci vuoi fare? O ci creiamo un clone che faccia la mamma,la moglie e lavori al posto nostro…..Ma io non vorrei mai essere sostituita in nessuno dei miei compiti,quindi aspetto di avere tempo.E di leggere il tuo libro 😘

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    • Tesoro 😍 quando leggo le tue parole mi fai sempre sorridere felice, ma soprattutto sento scorrere nelle vene il coraggio che crescere sempre più ☺️
      è un breve racconto e magari sì lo condivideró sul blog… non so, spero possa emozionare chi lo legge come ha emozionato me scriverlo…
      Comprendo perfettamente quando dici che non vorresti nessuno a sostituirti nel bellissimo ruolo di mamma e moglie ❤️ non potrei tollerarlo.. quindi si fa quel che si può 😅
      Grazie infinite 😘😘😘

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  3. Sei bravissima Sara… Non ti preoccupare..! Va’ avanti come ti viene…. con passione, speranza, coraggio e l’eleganza del cuore che ti caratterizza… Lo sai che persino grandissimi autori , quale per esempio un Proust in Francia, considerati maggiori nella letteratura di oggi,, sono stati un giorno non accettati da case editirici…? Non importano troppo i vari giudizi degli uni e degli altri , e non ti deve togliere la Gioia dello scrivere e del condividerlo con quelli che sono in grado di sentirla… Pazienza..! Con affetto, Palmina

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    • Grazie Cara è un piacere leggere le tue parole e sono felicissima che tu sia passata qui, nel mio piccolo mondo web, per incoraggiarmi con queste parole meravigliose 😍 un abbraccio e un grazie formato famiglia ❤️😘

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  4. Oddio quelle frasi che riecheggiano sempre in noi perché ogni volta che non riusciamo in quel che desideriamo tornano loro … che ci sono state dette inutilmente in passato e forse son proprio loro che ci creano un’ansia indotta mentre stiamo facendo un lavoro egregio.
    C’è un motivo per tutto, dico io, e forse questo è che si deve raggiungere altro di più soddisfacente e migliore di quel che non abbiamo conquistato!
    Un bacio ❤

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    • Grazie 😍 sei molto gentile e hai ragione. È bello poter condividere ciò che scrivo e … provo ☺️
      Il mondo blog è meraviglioso, una porta su un paradiso pieno di angeli ❤️
      Lo pubblicherò sicuramente… Spero avrai poi voglia di dirmi che pensi ☺️😘

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    • 😂😂😂 che carino che sei… Un punto di vista molto dolce…
      Alla fine l’errore è comunque stato mio, avrei dovuto leggere con più attenzione il regolamento…
      Il mio voler condividere questa “disavventura” era per farmi conoscere un pochino di più 😅
      Io sono così… 🤗 nel bene e nel male!
      Grazie per il supporto😍
      Ti auguro una splendida giornata 😘

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  5. Pingback: Racconto:”…TITOLO da definire…”di Sara Tricoli | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

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