Capitolo quindicesimo – ALTRE VERITA’

Nota importante: La storia non è editata da professionisti, nasce con poche pretese. Una piccola fantasia che, se vorrai, ti terrà compagnia per un po’. Buona lettura ^_^

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Qualche riga del capitolo precedente…

Lui la strinse più forte, e disse a tutti quelli che osservavano sdegnati la scena «Non allarmatevi, andrò via e Laura rimarrà a fare quel che deve. Ma ora, concedeteci solo un momento, perché i nostri cuori si sono innamorati senza che noi lo volessimo e su questo nessuno a potere o colpa. »

Laura si scostò solo un pochino per guardarlo in volto «Cosa? » Non poteva credere a quello che aveva appena sentito.

«Certo sciocchina, perché pensi che sia stato tanto pazzo da cercare una stupida pietra e che sia stato tanto sciocco da tornare per vederti, per ben tre volte, anche se questo posto non mi piace nemmeno un po’ e per di più, infrangendo ogni regola. Tutto questo è perché ti amo Laura » e le sorrise prima di stringerla nuovamente a se.

«D’accordo, ma ora basta. Salutatevi e … » iniziò a dire Ilda, ma venne bruscamente interrotta.

Capitolo quindicesimo – ALTRE VERITA’

«No, Laura ha ragione, questa cosa deve finire. » Una voce autoritaria si fece largo tra la folla. «Anch’io non capivo, ma ora è chiaro. E’ come ha detto lei, Ice tu sei nato per dare vita a una nuova era, dove le Vedenti sono libere. Libere e non manipolate. Libere di amare chi vogliono e di sposarsi e di avere figli che alleveranno con amore in una vera famiglia e non come esperimenti.» Era Nicolas, il caro Babbo Natale, che aveva osservato tutto da lontano, nascosto tra la folla, ma ora si faceva avanti e tutti rimasero sbalorditi. Lui era saggio e possedeva grandi poteri, nessuno avrebbe mai osato contraddirlo o smentirlo, ma il discorso era molto delicato.

«Con tutto il rispetto che abbiamo per te, perdonami, ma tu non hai nessun diritto di interferire. Ti ringrazio per l’aiuto che ci dai sempre, ma non è affar tuo » disse con tono gentile Ilda.

«Ti sbagli, la felicità delle persone è affar mio e questi ragazzi sono infelici » disse risoluto Nicolas.

«Ma lui… non dovrebbe nemmeno essere qui » intervenne Omar indicando con un cenno del capo Ice.

«Infatti » prese di nuovo la parole la prima Vedente «Non avrebbe nemmeno dovuto nascere, non c’è nella profezia. Non avremmo mai dovuto farlo crescere in mezzo a noi. »

«Questa poi… » Nicolas divenne tutto rosso e fece due passi avanti. Era inquietante vederlo così, quando tutti lo conoscono solo per il suo lato buono e calmo.

«Non dire assurdità. Ogni creatura che nasce al suo perché. E mai, dico mai, bisogna rimpiangere… » sembrava troppo arrabbiato per parlare, ma poi riprese con un tono più consono al suo essere. «E cosa mi dite allora della vostra quinta figlia? Anche lei non era prevista. Anche Laura è arrivata inattesa. E appena avete capito il suo grande potere vi siete dati da fare per trovare un altro studioso. » Sbuffò provocatorio indicando Luca con il dito indice, per poi riabbassarlo subito, non voleva certo distogliere l’attenzione dall’argomento che più gli interessava. Sembrava proprio che avesse voluto svelare quel segreto di proposito, per scuotere delle anime che forse si credevano troppo perfette.

«Cosa? » Laura era allibita, non poteva proprio crederci, lei e Ice erano uniti da uno stesso destino fin dalla loro nascita.

«È diverso. » sbottò Ilda «Lei è la Vedente più potente che sia mai esistita, non può essere un errore.»

«Nemmeno Ice è un errore! » Gridò la ragazza con disperazione, alzandosi improvvisamente in piedi combattiva e fiera. «Smettetela di voler etichettare tutti. Questo sì, quello no. Chi vi credete di essere, mi vergogno di essere vostra figlia. Voi dovreste amare il prossimo più di chiunque altro, invece amate solo il potere che vi da comandare, controllando ogni cosa e… persona. »

Laura aveva troppo rancore per riuscire a trattenersi. Essere stata rinchiusa per tanti anni in una sorta di esilio, solo per essere prelevate e rinchiusa nuovamente, era inaccettabile.

«Chi pensate di essere per potermi manipolare? » Inveì ancora «Lo avete fatto perché ero una bambina e non avevo scelta, poi sono arrivata qui e tutto sembrava proprio quello che aveva sempre desiderato, ma non è così. »

«Tesoro, ma qui hai tutto quello di cui hai bisogno » cercò di rabbonirla Omar.

«No, mi dispiace, manca la cosa più importante: la libertà! » disse la ragazza risoluta.

Un gran vociare si librò tra i presenti, poi Ilda con il suo solito tono autoritario parlò ignorando la figlia e si rivolse all’unica persona che riconosceva come superiore, Nicolas.

«Lei non può essere libera, deve rimanere qui e compiere il suo dovere. Sia come Vedente, sia come…» e indicò il gruppo di Studiosi. «La nascita di altre Vedenti non può essere messa in pericolo e se il sangue non è puro non sappiamo cosa potrà accadere. »

Ora per Laura era chiaro cosa volesse intendere, ma poco prima che dicesse la sua, intervenne Nicolas.

«Sono stufo di girare il mondo e vedere sempre la stessa storia, voi genitori volete capire o no che i figli non sono una vostra proprietà, ma esseri liberi? »

«Ma lei non è solamente nostra figlia, lei è una Vedente. E se con questo comportamento non nasceranno più vedenti? Cosa ne sarà del mondo? » disse irritata Ilda.

«Non ha importanza e solo ora mi rendo conto anch’io che non ha importanza. Nessun sacrificio è giustificabile o tollerabile nemmeno per il bene comune. Non posso credere di essermi reso partecipe ti tanta crudeltà. Ora basta. » Il suo tono dispiaciuto fece ammutolire tutti.

Poi la prima vedente provò a dire qualcosa anche se la sua solita sicurezza vacillava «A volte però è necessario… »

«Ti sbagli ancora, ma non pretendo che tu capisca… il tempo ti farà comprendere. Ora ascoltami… »

«No, io non posso! » Ice che si era alzato subito dopo Laura si  scostò un po’ da tutti. Era più pallido del solito, il che era veramente incredibile.

«Perdonami Laura, » le disse con infinita dolcezza guardandola con tenerezza «Ma io non posso rendermi complice di questo. Non sarei comunque mai felice, e credo che anche tu… » si morse il labbro incerto se proseguire, poi però finì la dolorosa frase «… anche tu alla fine ti pentirai e allora mi odierai, perché sarà stato tutto per causa mia, perché avrai lasciato il tuo dovere, la tua famiglia, solo per causa mia. E io non potrei sopportare di essere odiato da te, di essere la causa del tuo dispiacere.» Abbassò lo sguardo un attimo e poi lo distolse rivolgendosi al vuoto davanti a se «Mi dimenticherai ne sono sicuro. Ho sbagliato a tornare e tu Nicolas lascia che tutto si compia nel modo giusto, per favore. » Fece altri due passi indietro, come a prendere piano piano congedo, ma poi si fermò, come in attesa di qualcosa.

Laura era sbigottita. Dopo tutto quello che si erano detti, come poteva tirarsi indietro, come poteva abbandonarla? Avrebbe voluto gridare, ma la voce le moriva in gola, quasi quasi le mancava il respiro. Un atroce dubbio l’assalì… Ice forse, aveva ragione!

Tutto accadde in un attimo, mentre Laura ancora cercava di riordinare le idee, Ice si precipitò su di lei, l’afferrò per le braccia per spingerla bruscamente di lato. Si sentì come un tonfo e gli occhi di lui cercarono quelli di lei, erano spalancati e pieni di ansia e preoccupazione. « Stai bene? » le chiese con voce strozzata e digrignando i denti «Ho visto che ti colpivano, ma non ti ha colpita, vero?» Laura annuì e solo allora Ice si accasciò a terra. A quel punto la ragazza vide un pugnale conficcato sulla schiena di Ice. Qualcuno voleva ucciderlo o meglio, qualcuno voleva colpire lei e Ice l’aveva salvata.

Capitolo sucessivo

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