Capitolo quattordicesimo – DICHIARAZIONE

Nota importante: La storia non è editata da professionisti, nasce con poche pretese. Una piccola fantasia che, se vorrai, ti terrà compagnia per un po’. Buona lettura ^_^

Clicca qui per : SinossiPrologoCapitolo primo … (ogni capitolo ti porta al successivo)

«Non avreste dovuto esiliare un Custode, senza nemmeno parlare con me. » Li affrontò Laura molto arrabbiata. Luca le aveva detto qualcosa in merito, ma addirittura un esilio… incredibile, si sentiva furiosa.

«Siamo soliti prendere le decisioni da soli. » Gli tenne testa la madre.

«Certo, ma non avreste commesso una grande ingiustizia. » Lo sguardo della ragazza  era fisso su quello di sua madre. Lei era colei che avrebbe dovuto proteggerla e desiderare la sua felicità. Non era così, ormai Laura lo aveva capito, quindi decise che doveva provvedere da sola alla propria felicità e prendere le sue decisioni, aveva subito anche troppo, ora era il momento di farla finita.

«Io voglio andare con Ice » disse risoluta rivolta a tutti, ma improvvisamente le rispose lui con il suo solito tono glaciale, rubando la parola a tutti.

«Tu non puoi venire con me!»

Capitolo quattordicesimo – DICHIARAZIONE

«Non mi vuoi? » Chiese disperata, voltandosi a guardarlo.

«Non è questo, è che tu servi qui. Il tuo posto è qui. »

«Allora rimani con me. »

«No, io non ho posto qui. E comunque non con te. »

«Mi hai sempre detto di odiare le regole. Infrangile. Se almeno un po’ mi vuoi bene. Infrangi con me questa regola. » Lo sguardo di Laura era risoluto e determinato, e questo più delle sue parole scossero Ice nel profondo, ma dopo un attimo di esitazione rispose deciso.

«Non posso, questa regola è troppo…»

«Allora va bene infrangere solo le piccolo regole? Sei un’ipocrita Ice. Hai detto che hai sofferto, che mi pensavi, che ti mancavo. Che hai girato il mondo e non hai trovato il tuo posto e poi hai perso un mese ha cercare la mia stupida pietra solo per farmi contenta. Ice questo come lo chiami? »

Ice contrasse la mascella, non era solito parlare dei suoi sentimenti e sicuramente non davanti a tutta la Corte, ma sembrava che a lei non importasse, infatti proseguì.

«Ice come lo chiami? Il fatto che quando siamo insieme siamo felici? Almeno io lo sono con te, e tu? Io mi sento a casa con te. Tu sei la mia casa. Ice io ti amo. »

Ci fu un gran vociare intorno a loro, ma la voce di Ice, fredda e calma, sovrastò tutti.

«Laura non sai quel che dici. Smettila, questa è la tua casa e questa è la tua famiglia. Io non trovo il mio posto nel mondo, perché non c’è posto per me. Non avrei dovuto nascere. » Disse come se fosse un dato di fatto, ormai inconfutabile.

«No» gridò lei «Sono stronzate. Tu sei nato per me. » Urlò sempre più forte con tutta la disperazione che sentiva crescere dentro «Tu sei nato per porre fine a tutto questo, » e indicò intorno a loro: i suoi genitori, le sue sorelle, gli Studiosi. Poi proseguì: «Tu sei nato per salvarci e renderci liberi, » poi la tensione ebbe il sopravvento e Laura disperata per la paura di perdere di nuovo Ice scoppiò a piangere. Il pianto le tolse ogni forza e si accasciò a terra, esausta.

Ice spaventato da quella reazione le fu subito accanto «Laura, Laura, stai tranquilla, non fare così.» Cercò di consolarla mentre nessuno si muoveva. Erano tutti sconvolti dalla dichiarazione delle Vedente più potente che fosse mai esistita.

Lei sentendo Ice così vicino con un ultimo sforzo lo strinse a sé per poi abbandonarsi tra le sue braccia, che istintivamente la contraccambiarono. «Sciocca che sei, dovevi proprio dichiararti davanti a tutti » le sussurrò all’orecchio riuscendo a strapparle un risolino.

«Scusa » gli mormorò, «So che odi essere al centro dell’attenzione. »

«Dai alzati adesso e … » iniziò a dirle, ma lei lo interruppe.

«No » protestò «Ti prego, tienimi ancora un attimo così, se poi andrai via, se mi lascerai ancora, almeno donami questo momento. »

Lui la strinse più forte, e disse a tutti quelli che osservavano sdegnati la scena «Non allarmatevi, andrò via e Laura rimarrà a fare quel che deve. Ma ora, concedeteci solo un momento, perché i nostri cuori si sono innamorati senza che noi lo volessimo e su questo nessuno a potere o colpa. »

Laura si scostò solo un pochino per guardarlo in volto «Cosa? » Non poteva credere a quello che aveva appena sentito.

«Certo sciocchina, perché pensi che sia stato tanto pazzo da cercare una stupida pietra e che sia stato tanto sciocco da tornare per vederti, per ben tre volte, anche se questo posto non mi piace nemmeno un po’ e per di più, infrangendo ogni regola. Tutto questo è perché ti amo Laura » e le sorrise prima di stringerla nuovamente a se.

«D’accordo, ma ora basta. Salutatevi e … » iniziò a dire Ilda, ma venne bruscamente interrotta.

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6 pensieri su “Capitolo quattordicesimo – DICHIARAZIONE

  1. Pingback: Capitolo tredicesimo – seconda parte | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

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