Capitolo tredicesimo – seconda parte

Nota importante: La storia non è editata da professionisti, nasce con poche pretese. Una piccola fantasia che, se vorrai, ti terrà compagnia per un po’. Buona lettura ^_^

Prologo
Capitolo primo  –  Capitolo secondo  –  Capitolo terzo – Capitolo quarto – Capitolo quinto – Capitolo sesto – Capitolo settimo – Capitolo ottavo e nono – Capitolo decimo – Capitolo undicesimo – Capitolo dodicesimo – Capitolo tredicesimo (prima parte)

qualche riga prima:

«Come hai fatto? » chiese prendendo l’anello, per esaminarlo meglio come fosse un miracolo.

«Avevo perso la pietra e poi ho perduto…» fissò il ragazzo dritto negli occhi, sembrava divertito e compiaciuto «Lo avevi preso tu? Ho rivoltato tutta la stanza per trovarlo, lo avevi preso tu? » Sembrava decisamente adirata.

Ice rispose all’accusa senza scomporsi «Sì, volevo riportelo completo. »

«Come hai fatto a ritrovare la pietra? »

«Ci ho messo un po’ in effetti, circa un mesetto, ma tanto non ho nulla da fare e volevo vedere se tornavi felice. »

«Tu hai preso l’anello dalla mia camera circa… » Laura ci pensò un po’ «…Circa due mesi fa o sbaglio? »

«Più o meno » disse sempre con tono soddisfatto «Sei contenta? »

«No, per niente. » Lo aggredì e Ice ne rimase molto sorpreso.

Capitolo tredicesimo – seconda parte

«Perché non mi hai cercata e non mi hai salutata, sei un mostro. Eppure ti avevo chiesto di venirmi a trovare, mi sei mancato tanto. »

Il viso imperturbabile di lui si commosse. Laura riuscì a leggerci tanta malinconia e tanta tristezza.

Ice iniziò a parlarle con un debole filo di voce, come fosse un po’ sconsolato «Avrei voluto, ma ho visto che eri stata accoppiata e non mi è sembrato il caso. Sun mi aveva informato, ma volevo vedere con i miei occhi. »

«Accoppiata? Sun? Ma… io non sono accoppiata con nessuno. Spiegami! » gli ordinò.

«Laura scusami se sono venuto a disturbarti, ma vedi la prima volta che sono tornato ho visto che tu…»

«La prima volta? Quante volte sei tornato senza nemmeno salutarmi? » Era sconvolta, lei che per tutto questo tempo smaniava per vederlo e lui che faceva dentro e fuori dalla Corte senza calcolarla minimamente.

«Solo due e questa è la terza, ma come vedi ti sto parlando…» cercò di scusarsi lui, ancora incredulo dall’atteggiamento di lei, possibile che fosse così arrabbiata. Poi riprese il racconto senza scomporsi troppo e schiarendosi un pochino la voce con un colpetto di tosse. «Stavo dicendo… che la prima volta che sono venuto ti ho vista con Sun e ho pensato che tu e lui… capisci vero? Sembravi così felice con lui, rapita completamente. Allora sono partito per un lungo viaggio. Ma, poi, mi sono detto che non era possibile, perché una Vedente può stare solo con uno Studioso. Quindi sono tornato nei paraggi e sul monte Mertes ho incontrato Sun che era stato mandato via per lasciare che Luca… beh, insomma. Hai capito. » Tagliò corto, certi argomenti probabilmente lo imbarazzavano e dopo essersi schiarito nuovamente la gola riprese a parlare mentre Laura lo fissava sbigottita. «Però ero curioso di vedere se eri felice e devo dire che non mi hai convinto molto. Sì, stavate sempre insieme, ma tu sembravi pensare ad altro. Allora ho deciso di cercare la tua pietra e renderti l’anello aggiustato. Forse così ti tornava il sorriso, quello vero intendo. »

Laura gli si gettò letteralmente addosso, aggredendolo picchiandogli i pugni al petto, ovviamente non forte, solo come rimostranza della sua rabbia «Meriteresti che ti picchiassi veramente. Sei crudele, terribilmente crudele. Eppure dovresti aver capito che pensavo sempre e solo a te. Che volevo solo te, stare insieme a te, parlare con te… »

I pugni si fermarono e Ice li afferrò per stringerli e attirare più vicino a sé Laura, poi gli sussurrò all’orecchio «E’ quello che temevo. Anch’io sai ti ho pensato tanto e… mi sei mancata, ma questa cosa è assurda e… impossibile. Laura, guardami. » Lei alzò gli occhi su quelli di lui «Ho preso il tuo anello per avere qualcosa di tuo che mi placasse la malinconia, ma non ha funzionato molto e poi… ho iniziato a cercare la pietra, sapendo che sarebbe stato impossibile. Mi ero ripromesso che se l’avessi trovata ti avrei restituito l’anello e detto addio definitivamente. Fare qualcosa per te, anche se minima, mi rendeva felice… e poi ero vicino a te, questo mi consolava. Inaspettatamente, qualche giorno fa ho trovato la pietra e allora ho capito, il fato aveva deciso per me, dovevo dirti addio per sempre. »

«Perché? » gli occhi disperati di lei si stavano riempiendo di lacrime, ma non voleva lasciarle andare.

«Non è possibile Laura. » le sussurrò.

«Adoro quando dici il mio nome, sembra speciale detto da te. Non sembra nemmeno più il mio nome, ma quello di un angelo. »

Lui le diede un bacio sulla fronte e disse «Ma tu sei un angelo. Un meraviglioso angelo che salva le vite di tante persone. »

«E’ per questo che ti piaccio, per quello che faccio?… » iniziò a chiedere dispiaciuta, possibile che anche lui non vedesse altro che i suoi poteri in lei?

«Quanto sei sciocca, mia piccola e dolce Laura. Io in te non vedo solo una Vedente, ma una splendida donna. Forte e altruista, con tanta gioia di vivere e di sapere. Con il dono di capire gli altri e di renderli migliori, ma… » si interruppe improvvisamente. Scostò la ragazza da se e fece un passo indietro, poi con un bisbiglio aggiunse «Però mi è dispiaciuto vederti “spegnere” col passare dei mesi. Avresti dovuto fiorire più che mai. Avresti dovuto gioire sempre più… Io vorrei che tu fossi sempre felice. »

«Non posso esserlo se tu sei lontano. Sento troppo la tua mancanza, questa sofferenza mi consuma.»

«Questo mi dispiace. Tu devi trovare il modo di essere felice senza di me. Dimenticati di me. Ti prego. » Il glaciale Ice non era più freddo e distaccato. Dal suo viso traspariva tanta sofferenza, quelle parole erano pronunciate con fatica.

Ice fece altri due passi indietro, e Laura intuì che stava per andarsene. Allarmata cercò di trattenerlo avanzando verso di lui e dicendogli con tono supplichevole «Ice, io ho provato… ma non riesco. Troviamo un altro modo, io non riesco a stare senza di te, io… »

«Cosa succede qui? » Il padre di Laura interruppe la loro conversazione.

La ragazza sussultò e voltandosi lo vide avvicinarsi con sua madre al fianco e seguito dalle sue sorelle e dagli Studiosi. I due ragazzi erano stati scoperti e per questo erano stati raggiunti dalle Vedenti e dagli Studiosi. Qualcuno aveva riferito che Ice era tornato e che stava importunando Laura.

«Nulla stavo andando via. » disse spiccio Ice, facendo altri due passi indietro, risoluto e per nulla intimorito.

«No aspetta » lo implorò Laura.

«A quanto pare abbiamo esiliato il custode sbagliato, » disse glaciale Ilda, che aveva capito già tutto.

Anche Laura, che pur essendo un essere innocente, non era stupida e intuì che Ice era in pericolo. Lui per loro rappresentava una minaccia. Avevano allontanato Sun pensando che turbasse il suo cuore, non avevano nemmeno sospettato potesse trattarsi di Ice. Tutte le Vedenti accompagnate a Corte si erano invaghite un pochino si Sun, ma nessuna aveva mai considerato Ice. Era come se non l’avessero nemmeno visto. Lui “scompariva”.

«Non avreste dovuto esiliare un Custode, senza nemmeno parlare con me. » Li affrontò Laura molto arrabbiata. Luca le aveva detto qualcosa in merito, ma addirittura un esilio… incredibile, si sentiva furiosa.

«Siamo soliti prendere le decisioni da soli. » Gli tenne testa la madre.

«Certo, ma non avreste commesso una grande ingiustizia. » Lo sguardo della ragazza  era fisso su quello di sua madre. Lei era colei che avrebbe dovuto proteggerla e desiderare la sua felicità. Non era così, ormai Laura lo aveva capito, quindi decise che doveva provvedere da sola alla propria felicità e prendere le sue decisioni, aveva subito anche troppo, ora era il momento di farla finita.

«Io voglio andare con Ice » disse risoluta rivolta a tutti, ma improvvisamente le rispose lui con il suo solito tono glaciale, rubando la parola a tutti.

«Tu non puoi venire con me!»

capitolo successivo

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3 pensieri su “Capitolo tredicesimo – seconda parte

  1. Un capitolo sublime, tanti sconvolgimenti e l’emozione di vederli insieme (momento tanto atteso) viene eclissato e disturbato dalla ‘realtà’ della situazione, spero di cuore che la protagonista possa essere ferma nella sua decisione…. 🙂

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  2. Pingback: Capitolo tredicesimo – IL DOVERE | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

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