Ho letto: L’Ombra della Notte

Ho letto “L’Ombra della Notte” di Deborah Harkness ero già arrivata a pagina 110 quando mi sono accorta che qualcosa non quadrava e doveva esserci per forza un inizio da qualche parte, infatti scopro che questo libro è il seguito di “Il libro della Vita e della Morte”  già commentato.

I due innamorati appartenenti a specie diverse che non potrebbero stare insieme,  che si proteggono l’un l’altro a discapito della loro incolumità, che si giurano continuamente amore eterno, a ogni difficoltà sembra che il loro reciproco rispetto aumenti invece che crollare… sono fantastici!

Non è la solita storia sdolcinata di languide promesse di amore eterno, ma una vita vera, fatta di segreti di passati che si svelano a poco a poco, fatta di sfaccettature di personalità che cambiano continuamente, mutamenti reali di ogni essere, che non potrà essere mai la stessa persona incontrata e sposata… gli anni passano, l’esperienza di vita ci cambia e noi mutiamo continuamente… come accade a Matthew e a Diana accade anche a noi.

Questa è una riflessione che va al di là della storia di questo secondo capitolo, che invece ci porta nel cuore dell’Inghilterra elisabettiana del 1591 alla ricerca di un libro, ma anche e soprattutto di spiegazioni e di verità.

Gli eventi si susseguono apparentemente lenti, ma sono i dettagli descritti della vita quotidiana, delle piccole e grandi difficoltà che ci fa respirare l’aria autentica di quel mondo ormai così lontano.

Non ho letto altrettanto velocemente questo secondo volume, perché ci sono molte informazioni, molti dettagli da capire.

Decisamente interessanti tutti i nuovi personaggi e veramente apprezzati i capitoli dove l’autrice mi ha riportato (anche se brevemente) agli amici rimasti nel nostro tempo.

Il tempo. Ecco un altro argomento che mi affascina particolarmente e questo libro ha risvegliato il mio interesse in merito: i miei pensieri e le mie supposizioni, come tutto potrebbe accadere e come tutto potrebbe essere e cambiare…

Adoro le storie sugli spostamenti temporali, quelle che ti fanno viaggiare nel tempo con tutte le teorie del caso, (ecco perché mi è piaciuta molto la triologia di Gemme).

In particolare in questo romanzo mi ha colpito quanto i protagonisti si preoccupino di non modificare futuro quando, secondo me, è inevitabile che venga modificato, non avrebbe senso altrimenti. Infatti è la mia più grande paura legata ai viaggi nel tempo. Ecco perché non li farei mai… e se poi per aggiustare un torto, modificare qualcosa che non mi è piaciuto, sparisse anche qualcosa di bello, e fosse irrecuperabile! Non potrei sopportarlo… però, come spesso accade delle cose che ci fanno paura, ne sono affascinata.

Il racconto termina con la fine del viaggio nel tempo, ma d’altra parte… “Ogni fine è un nuovo inizio” …  ^^

 

Riassunto:

Nella biblioteca Bodleiana di Oxford, Diana Bishop, giovane storica e studiosa di alchimia, scopre un misterioso manoscritto: prima di restituire il libro, il tocco della sua mano sulla copertina riaccende in lei la magia che aveva tentato invano di bandire dalla sua vita dopo la morte dei genitori. Diana discende infatti da una nota stirpe di streghe, e non è l’unica a essere fatalmente legata all’Ashmole 782, di cui nel frattempo si sono perse le tracce: demoni, vampiri e streghe ne subiscono il fascino e cercano di decifrarne i contenuti sibillini. Tra questi, l’affascinante professore di genetica Matthew Clairmont, vampiro eternamente giovane. Il libro regola l’esistenza delle creature ultraterrene e nasconde i segreti per scongiurarne l’estinzione. Diana e Matthew si innamorano e si scelgono per la vita secondo il disegno di un destino a loro sconosciuto. Ma la loro unione è bandita dalla legge delle streghe e dei vampiri. Alla ricerca del prezioso volume, i due innamorati si catapultano nel cuore dell’Inghilterra elisabettiana del 1591, alla corte della regina. Li accoglie un esclusivo circolo di personaggi: la misteriosa “Scuola della Notte”, tra cui spiccano il drammaturgo Christopher Marlowe, il poeta George Chapman, l’astronomo e matematico Thomas Harriot. Ma il XVI secolo non è un posto sicuro: in quegli anni di spietata caccia alle streghe e diffuso pregiudizio, l’unione dei due giovani rischia di scatenare un conflitto di proporzioni inimmaginabili.

 

 

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2 pensieri su “Ho letto: L’Ombra della Notte

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