Capitolo undicesimo: LUCA, SUN… ICE

Sinossi – La Vedente

Prologo
Capitolo primo  –  Capitolo secondo  –  Capitolo terzo – Capitolo quarto – Capitolo quinto – Capitolo sesto – Capitolo settimo – Capitolo ottavo e nono – Capitolo decimo

Capitolo undicesimo – LUCA, SUN… ICE

Passarono altri due mesi e Laura era sempre più triste. Seduta sulla sua solita panchina, teneva svogliatamente in mano un libro socchiuso, con lo sguardo perso davanti a se, ascoltava Luca che le parlava della grande festa di Natale e della felicità che quella festa portava in tutto il paese. Era come una rinascita e tutti fremevano nei preparativi.

Quel pomeriggio Luca si fece improvvisamente serio e dopo un profondo respiro le chiese: «Laura, io ti piaccio? »

«Cosa? » la ragazza scossa dal suo torpore per l’imprevedibilità di quella domanda si era voltata verso di lui e disse insicura «Certo, sto bene insieme a te ne dubiti? Forse ti ho fatto qualche torto?»

«No, assolutamente no, ma io non intendo come compagno di studi o come amico. Voglio sapere se ti piaccio come ragazzo… come possibile tuo ragazzo. »

Lo sguardo intenso del ragazzo, che si era voltato completamente verso di lei, turbò Laura che fino a quel momento non si era mai resa conto che lui potesse aspirare a qualcosa di più della sua amicizia. Laura, affacciata al mondo da poco non aveva mai pensato a nulla del genere. Anzi una volta sì, il pensiero l’aveva sfiorata, anche se così rapidamente da non essere proprio considerato un pensiero, forse un’intuizione. Aveva pensato che le sarebbe piaciuto avere un ragazzo, ma non aveva certo pensato a Luca come possibile candidato e ora imbarazzata non disse nulla, perché non sapeva come comportarsi in una situazione tanto nuova per lei.

Luca riprese a parlarle, ma questa volta il suo tono era decisamente più affettuoso rispetto a tutte le altre volte «Avrai notato che stiamo spesso vicini, che spesso ci incontriamo qui in giardino e che io poi ti accompagno nelle tue passeggiate. Anche a tavola mi siedo accanto a te… » Fece un sospiro e poi riprese il discorso, mentre lei continuava a tacere e aveva anche abbassato gli occhi sul libro che teneva in mano.

«Voglio raccontarti tutto. » Disse abbassando ancora un po’ il tono di voce, era poco più di un bisbiglio come chi confida un segreto e questo era un grande segreto anche se lui non credeva possibile che lei non avesse ancora capito. Le disse «Inizialmente mi hanno chiesto di starti vicino. Dopo che hanno mandato via Sun … »

«Cosa? Hanno mandato via Sun appositamente, perché? » a quelle parole Laura aveva alzato di nuovo il viso su quello di lui incredula, lo fissava ansiosa e lui gli rispose meravigliato.

«Non avevi capito che lo avevano mandato via per allontanarlo da te? »

Lei scosse la testa, sempre più sconcertata «No, no, ma poi perché? »

«Ti stavi affezionando troppo, avevano paura che ti innamorassi di lui. »

«Innamorarmi di Sun, ma è ridicolo! » Rise, una risata amara.

Iniziava forse a capire. Capire di aver veramente vissuto in una gabbia dorata.

All’improvviso il viso di Ice era di nuovo chiaro e vivido nei suoi ricordi. Quando lui le aveva detto che gli dispiaceva portarla a Corte e lasciarla in quella gabbia dorata. Quando lui l’aveva salutata con quella strana luce negli occhi e quando le aveva detto (forse più a se stesso che a lei, per convincersi), che sarebbe stato bene, che quello era il suo posto.

«Non credo, sia ridicolo. Lo cercavi sempre, passavi molto tempo con lui e… » Luca era visibilmente imbarazzato. Laura nuovamente richiamata alla realtà lo incalzò «Dimmi. Vai avanti, dimmi tutto, ti prego.»

Lui incapace di resistere a quegli occhi pieni di tristezza e di passione. Quegli occhi che aveva imparato ad amare e che anche se uguali per colore e forme a quelli delle sue sorelle, erano completamente diversi: vivi e ardenti, desiderosi di un qualcosa che, gli era sempre più chiaro, non era e non sarebbe mai potuto essere lui.

In un altro sospiro gli confessò «Fissavi Sun in un modo, come se da quello dipendesse la tua felicità. »

Si guardarono un attimo fissi negli occhi. Poi Laura ripensò ai mesi in cui uscendo dalla classe di studio non vedeva l’ora di correre da Sun. Era vero, lo voleva vedere. Lui le parlava per ore, ma a lei non interessava un gran che quello che le diceva. A lei bastava guardarlo.

Laura si sentì come uno schiaffo in faccia, come aveva fatto a non capire, ora tutto era chiaro. Scattò in piedi «Ti hanno mandato a seguirmi e a distrarmi e magari… » strinse i pugni e serrò i denti, era furiosa «…Magari anche a farmi innamorare di te, giusto? »

Lui annuì sembrava rammaricato, lei proseguì con tono adirato ma senza alzare la voce «Perché le Vedenti devo stare con gli Studiosi. Quasi tutte le mie sorelle si sono innamorate di uno Studioso. Manchiamo io e Celeste. Guarda caso voi siete cinque come noi. »

Laura era arrabbiatissima. Aveva finalmente capito ed era furiosa. Era nata ed era stata rinchiusa in una casa sola per 12 anni per poi essere rinchiusa in un’altra trappola dove la sua vita era già programmata e decisa fin nei minimi dettagli. Perfino i suoi sentimenti erano stati prestabiliti. Qui, dove avrebbe dovuto essere protetta e amata era stata tradita, manipolata, come era accaduto fin dalla sua nascita. Era inaudito. No, ora non ci stava più.

Poi si ricordò di Luca, del suo sguardo strano e gli chiese «Perché ora mi dici queste cose? »

«Non voglio più ingannarti, vedo che sei infelice, voglio aiutarti. Pensavo che se ti avessi portata da Sun saresti tornata felice, ma … credo di aver frainteso come tutti gli altri.»

«Perché mi vuoi vedere felice, non sono questi i tuoi ordini, giusto? Non è importante che io sia felice, giusto? Le visioni le ho anche se sono infelice, non è così? »

Luca si alzò in piedi e guardando gli occhi infuriati di lei, non resistette più, voleva farle sapere che in lui aveva un alleato e le aprì il suo cuore «Hai ragione, Inizialmente eseguivo gli ordini, ma poi… Forse è vero che siamo cinque come voi per formare delle coppie, ed è meschino da un certo punto di vista. Ma forse, è anche una verità… il fatto che tra noi ci sia un legame intendo… perché io mi sono innamorato di te. »

Laura si sentì defluire la rabbia, ora Luca le faceva pena «Ma io non di te » solo un bisbiglio.

«Lo so, è mi rendo conto di quanto tu sia infelice e triste. Nonostante ti sforzi di sembrare sempre gentile e gaia, percepisco il tuo dolore e ti vedo sempre più spegnerti e non lo sopporto più. Pensavo … pensavo che fosse l’assenza di Sun… ma ora non so.»

«No» bisbigliò, indecisa se confessare i suoi veri sentimenti sia a Luca che a se stessa «Io guardavo Sun perché è tutto ciò che mi rimaneva di Ice. »

Una lacrima scese lungo la guancia destra, ma lei fu lesta a farla sparire. Lo strazio che l’aveva accompagnata per tutti questi mesi era uscito allo scoperto. Quella malinconia, quel dolore che a volte era tanto forte e che si placava solo guardando Sun, era la mancanza di Ice. Ora finalmente era chiaro, anche a lei e questo la fece sentire meglio e peggio nello stesso momento, ma comunque libera, in un certo senso.

Capitolo dodicesimo

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9 pensieri su “Capitolo undicesimo: LUCA, SUN… ICE

  1. Questo è proprio un capitolo rivelazione complimenti Sara, spettacolare il modo in cui hai espresso il concetto, sinceramente non avevo minimamente capito che era per quello che Sun era ‘andato via’. E’ proprio una gabbia dorata, spero che scappi, via lontano!
    domandina, ma qui era Ice o Sun? -In un altro sospiro gli confessò «Fissavi Ice in un modo, come se da quello dipendesse la tua felicità. »-
    altra correnzioncina -voleva farle sapere che in lui aveva un allegato e le aprì il suo cuore- ti confesso che mi ha fatto sorridere lol .. ma torniamo in tema: questo capitolo è stato bellissimo!

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