Ho letto Destined

Ho letto “Destined” di Aprilynne Pike è il quarto libro di una saga (Wings, Spells, Illusions, Destined) che ho iniziato forse un paio di anni fa. Non mi ha entusiasmato particolarmente, ma amo finire le cose che inizio e tutto sommato non è che non ne valga la pena, anzi.

Forse il finale così cruento è in netto contrasto con i primi tre libri che avevano qualche scena movimentata, ma per il resto erano abbastanza tranquilli. Come un quieto fiume che scorre in una valle. Piacevoli, semplici, dolci da leggere, ci trasportano a cavallo tra il mondo incantato dell’adolescenza e il vero mondo incantato, quello delle fate. Anche il classico triangolo amoroso sembrava comunque molto placido e tranquillo, inevitabile la scelta finale di Laurel, scontata. Difficile credere che l’autrice fosse indecisa nella scelta, anzi mi è parso strano che la scelta fosse svelata solo alla fine, quanto è stata così palese per tutta la storia. Ma forse l’indecisione della protagonista era legata anche ai due mondi che i ragazzi rappresentavano e la scelta di uno o dell’altro equivaleva alla scelta di dove continuare a vivere.

Questa serie è abbastanza fanciullesca, ma dopo tutto è un storia per giovanissimi e anzi, se l’autrice non avesse esagerato un pochino con il sangue nell’ultimo capitolo, sarebbe potuto essere perfetto come favola per bambini. Sì perché alla fine pare che il nostro placido fiume che viaggia per la valle incantata s’imbatta in una cascata, e che tutto precipiti rovinosamente. Inseguimenti, disperazioni, ogni personaggio che diventa un guerriero… sangue, morte è stato troppo, davvero troppo. Anche il super combattente David mi ha un po’ delusa, qualcuno ne sarà sicuramente rimasto affascinato, insomma impugnare Excalibur e uccidere, imbrattandosi di sangue e tutto il resto, bah! esagerato. Lui così dolce e riflessivo. A me non è piaciuto proprio. Eccessiva la lotta finale con tutto quel massacro di Troll che alla fine non hanno fatto che obbedire, costretti, a degli ordini. L’uccisione di tante fate, il sacrificio di Yuki, il melodramma mi è sembrato leggermente forzato, ma forse sono io che non amo troppo le battaglie sanguinarie. Devo comunque ammettere che il finale c’è ed è esaustivo, l’autrice non ha lasciato certo insoddisfatti sotto questo punto di vista, ma avrei preferito non passare l’ultimo momento con i miei amici, in una guerra continua…

Nella sua totalità la storia in se è carina e alternativa con l’idea del fiore che sboccia una volta all’anno e l’impollinazione un po’ particolare, invece che le solite ali, è veramente affascinante. Anche l’alimentazione di queste fate è un’altra cosa che mi ha interessata particolarmente, come il loro continuo ricercare il contatto nella natura, magari avessimo anche noi un desiderio così forte e innato. Un interessante spunto di riflessione.

Mi è piaciuta anche la lotta contro le convenienze che porta avanti la protagonista, la quale cresciuta in un regime più libero e paritario, non accetta certe imposizioni e vuole cambiarle. Brava Laurel!

 

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Un pensiero su “Ho letto Destined

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