Capitolo sesto – LO STRAPIOMBO

Sinossi – La Vedente

Prologo
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Capitolo sesto – LO STRAPIOMBO

Il giorno dopo tutto andò come quelli precedenti. Ripresero il cammino nella medesima formazione, ma Laura non si girò mai a guardare Ice.

Sun iniziò a raccontarle delle altre tre Vedenti che avevano accompagnato a corte, venivano da ogni angolo del pianeta ed erano tutte bellissime e bravissime. Mentre la quarta, Elena, era sempre vissuta a corte. Ground stranamente contribuì al racconto rallegrandosi che lei fosse fosse l’ultima, perché accompagnata alla corte, lui e suo fratello avrebbero potuto fermarsi e vivere dignitosamente, mangiando tutto quello che volevano. Laura rise di quell’affermazioni contagiata dal desideri di iniziare una nuova vita.

Come nei giorni precedenti coprirono diversi chilometri e giunsero prima del previsto allo strapiombo.

«Accidenti! » disse Ground fermandosi di colpo.

«Cosa succede? » chiese ingenua la ragazza.

Fu sempre Sun a spiegarle. «È crollato il ponte, a volte capita. Ora Ground né fabbricherà un altro, ma perderemo molto tempo. »

«Spero non sia un problema per voi? » chiese ancora lei.

«Per me sì» rispose sgarbato Ice raggiungendoli per poi allontanarsi sulla sinistra senza degnarli di uno sguardo.

Sun lo fissò per un attimo con uno sguardo di rimprovero, ma poi, come sempre, distolse lo sguardo come a dimenticarsi di una cosa di poco conto e rivolgendosi alla ragazza disse «Non si preoccupi Milady, nessun problema. Potrà riposare un po’ prima di incontrare i suoi genitori. »

«I miei genitori? Sono a Corte? » Laura guardò dritta davanti a se come se sforzandosi potesse vedere già la Corte. Ovviamente non era possibile, dovevano ancora superare la collina di Merfes, prima di poterla scorgere.

«Certo Milady, i vostri genitori gestiscono le Vedenti. »

Laura perse improvvisamente l’entusiasmo. “Gestiscono?” si chiese, non era certo un termine appropriato al rapporto tra genitori e figli.

Dopo circa un’ora l’opera di Ground era ancora in alto mare e Laura era un po’ esasperata. Accovacciata a osservare pigramente ogni legno che sorvolava la sua testa per unirsi grazie a delle liane ad altri tronchi utili a formare un ponte, non si accorse del ritorno di Ice e quando lui parlò lei sobbalzò.

«Se scendiamo lungo il lato sinistro dello strapiombo c’è una parte più stretta, dove potremmo far cadere semplicemente un tronco e usarlo come ponte, senza perdere tempo a costruirne uno così lungo e robusto » suggerì pacato con le mani in tasca.

La ragazza scattò in piedi all’istante, era meraviglioso, avrebbero potuto accorciare i tempi e riprendere il viaggio subito, ma gli altri due fratelli non sembravano dello stesso avviso. Non degnarono Ice nemmeno della minima considerazione e Sun continuò a osservare la costruzione del ponte aiutandolo con continue indicazioni, dando le spalle a Ice e Laura.

«Avete sentito, Ice ha trovato una soluzione per attraversare lo strapiombo » disse incredula Laura.

Ice si era seduto vicino a lei appoggiando la schiena a un tronco e distendendo le gambe per poi incrociare le braccia dietro la testa in una posa di tutto relax e disse «Mettiti comoda, non ti ascolteranno. Hanno sempre attraversato il ponte in questo punto ed è qui che lo attraverseranno sempre. »

«E’ assurdo! » gli ribatté lei guardandolo arrendersi a quella sciocchezza «Se tu hai trovato una soluzione migliore, perché intestardirsi? »

«Sono fatti così. Regole, regole, regole, anche se assurde. »

Laura non capiva, ma lasciò che le cose andassero come volevano i suoi custodi, non si sentiva in grado di imporsi, non era abbastanza sicura di se, quindi si lasciò nuovamente cadere seduta e si abbracciò le gambe per essere più comoda.

Dopo più di tre ore il ponte era pronto, era già quasi sera e la stanchezza della giornata sommata a quella sosta forzata avevano estenuato molto Laura, ma non volle darlo a vedere, sempre più ansiosa di proseguire. Attraversarono il ponte e iniziarono la salita della collina Merfes che era piuttosto inclinata e nemmeno i poteri di Ground riuscivano a far procedere speditamente il gruppo.

Percorrevano quella salita ripida già da un’ora quando inaspettatamente Laura scivolò all’indietro finendo dritta tra le braccia di Ice. L’aveva afferrata con uno scatto lesto e la stava sorreggendo: le su mani appoggiate ai suoi fianchi e il suo petto che le faceva da sostegno. Il suo viso vicino a quello di lui che le bisbigliò «Che imbranata, possibile che non riesci a stare in piedi? »

«Milady tutto bene? » accorse Sun in ansia.

«Certo, meno male che c’era Ice. » Laura notò una strana espressione sul volto del ragazzo biondo, ma durò solo un attimo. Si rimise in piedi ma afferrò senza riflettere la mano di Ice e sempre senza pensare gli chiese «Per favore mi aiuti a salire? »

Dopo un attimo di silenzioso imbarazzo Ground si fece avanti «Posso aiutarti io, sono il più forte. »

«No tu e Sun siete impegnati in altro, Ice non sta facendo nulla di particolare, mi può aiutare lui. » Lei stessa si stupì del tono che assunse: autoritario e determinato. Nessuno la contradisse e lo strano gruppetto riprese con la solita formazione, ma con un’unica eccezione, Laura ora camminava al fianco di Ice che tenendola per mano la sosteneva e l’aiutava nella salita. Si era ripromessa per tutto il giorno di non farsi più turbare da quello strano ragazzo e di fingere, come del resto sembrava facessero tutti, che lui non ci fosse. Però, non le era stato possibile. A parte il fatto che non le sembrava giusto, essersi sforzata di ignorarlo l’aveva fatta soffrire.  Anche se sembrava incredibile, Laura doveva essere onesta con se stessa, Ice le piaceva e la incuriosiva. La sua mano era ghiacciata, ma le scaldava ugualmente il cuore. Anche se non diceva nulla, lei sentiva il suo respiro, la sua presenza e questo le dava forza e serenità.

Finalmente raggiunsero la vetta, dove si accamparono. Quando Laura fu sola nella sua tenda, ripensò all’emozione provato camminando vicino a Ice. “Sono proprio una sciocca” si disse, lui non sembrava minimamente interessato e sicuramente l’aveva aiutata perché lo riteneva un suo dovere. Nonostante questo, prima di sprofondare in un sonno profondo, Laura rievocò le immagini del viso di lui che impassibile, ma meraviglioso, gli era stato tanto vicino.

Capitolo settimo

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19 pensieri su “Capitolo sesto – LO STRAPIOMBO

  1. E’ molto interessante questo capitolo perché induce il lettore, cioè io (^^) a farsi diverse domande:
    1) qual’è la storia completa delle Vedenti?
    2) perché Laura è l’ultima Vedente?
    ed altro…
    Che buffo, arrivata a fine capitolo mi sono chiesta come sarebbe una storia parallela dal punto di vista di Ice :))
    Ma non credo che sarebbe come Mr Grey! AHHAHAHAH

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