Capitolo quinto – ICE

Sinossi – La Vedente

Prologo
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Capitolo quinto – ICE   

Quella sera mentre Ground era intendo nel montaggio delle tende, Laura tenne d’occhio Ice e appena lo vide allontanarsi per la ricerca delle bacche, lo seguì.

Sembrava proprio che lui non si accorgesse di lei, e Laura lo seguiva quieta, come in attesa.

A un tratto, senza né fermarsi né voltarsi, Ice le chiese brusco «Cosa vuoi?»

«Voglio darti una mano a cercare le bacche» rispose dimostrandosi gioiosa, voleva a ogni costo diventare sua amica.

«Non serve torna dai miei fratelli, loro ti proteggeranno. »

«Sono sicura che anche tu puoi… » ma venne interrotta dall’atteggiamento di lui che si voltò di scatto e disse con rabbia sovrastandola «Io non posso fare nulla, vattene! »

Laura però sorrise, il tono impassibile del ragazzo era cambiato e i suoi occhi avevano mostrato un lampo, anche se di collera, era pur sempre il segnale che, nonostante il nome, Ice non era fatto di ghiaccio come voleva far credere.

«Fa niente, non preoccuparti, voglio venire con te lo stesso. » Disse Laura sollevando le spalle con noncuranza senza scomporsi minimamente e mantenendo il suo sorriso.

Ice sembrava sorpreso, probabilmente riteneva questa Vedente un po’ strana o comunque diversa dalle altre che avevano scortato, le quali non si erano mai interessate a lui. Erano solo interessate alla loro nuova vita e non lasciavano mai il fianco di Sun. Ice si ricompose in un istante e tornato il freddo ragazzo che si era sempre dimostrato, si voltò e riprese la ricerca senza dire altro.

Camminarono per qualche minuto e poi fu la ragazza a parlare «Guarda nevica,» si era fermata incantata a guardare i fiocchi di neve scendere leggiadri e aveva disteso la mano per far si che le si depositassero sopra, affascinata e interessata.

«E’ tutto il giorno che nevica, non ti sei accorta perché camminavi vicino a Sun. » Le spiegò lui, fermandosi a sua volta per guardare il cielo, come se anche lui si accorgesse in quel momento della neve.

«Certo hai ragione, ecco una cosa che lui non potrebbe mai mostrarmi e tu invece sì. » Disse decisa, ma con un certo distacco per non sembrare troppo melodrammatica. Voleva avere una semplice conversazione, voleva riuscire ad instaurare almeno un dialogo.

Ice si girò nuovamente a scrutare la sua strana compagna, ma questa volta non disse nulla e poco dopo aver ripreso il cammino le indicò un cespuglio stendendo il braccio e l’indice. Era pieno di bacche scarlatte. Sembravano tanti fiori incastonati su uno sfondo di un verde scuro e intenso.

«Che meraviglia» esclamò sorpresa lei avvicinandosi al cespuglio. La sua gioia era immensa. Non aveva mai visto nulla di così meraviglioso. Tutto per lei era meraviglioso e che Ice fosse stato tanto gentile da indicarglielo la rendeva ancora più felice.

Poi un brivido, Ice le era accanto e le sussurrò con un tono cordiale che Laura non gli aveva mai sentito prima «Assaggiane una, appena raccolte sono molto più buone. »

Laura si sentì quasi rapire dalle sue parole, come potevano essere così avvolgenti e calde, come potevano averle procurato un tale turbamento nell’anima. Si voltò per guardare i suoi occhi, era quasi un bisogno. Lui era a un soffio da lei, per poco non la sfiorò per raccogliere una bacca che poi le porse dicendole «Devi stare attenta alle spine, vedi? » e così dicendo le mostrò che subito sotto il frutto si apriva una ghirlanda di spine come a incoronare il frutto stesso.

Laura trattenne il respiro, per assaporare quello di lui. A un tratto era diventato gentile e premuroso o “Forse”, rifletté Laura, “Lui in realtà è così”.

“Cosa mi sta succedendo?” pensò mentre si accorse che la testa iniziava a girarle, si sentiva quasi mancare.

Resistette, accettò il frutto e lo mangiò. Era vero, il sapore era ancora più pieno e il succo ancora più dissetante o forse era la vicinanza di Ice. Il frutto la rinfrancò, lui gli e ne porse altri e lei mangiò. Si sentiva felice, in pace con il mondo. Si sentiva a casa. Avrebbe voluto che questo momento non passasse mai. Non aveva mai provato nulla di simile, mai. Ogni angoscia, ogni insicurezza, ogni turbamento, spazzato via, con un alito di Ice. Incredibile!

“Chissà se anche lui si sente come me?” si chiese guardandogli il viso che sembrava sereno, disteso e questo la rese ancora più felice, sperando di averne un qualche merito.

Laura era sicura che questa era la vera felicità, la massima aspirazione possibile, fina a quando…

Cercando di sembrare disinvolta la ragazza provò a parlare e con estrema ingenuità disse «Avevi ragione sono molto più buone mangiate subito. Strano considerando che quelle che ci ha sempre raccolto tu non erano raccolte da molto. »

Lui si voltò nuovamente a guardarla e ora i suoi occhi non avevano nulla che potesse ricordare il ghiaccio. L’azzurro immobile si era trasformato in un caldo abbraccio, le disse «Hai ragione, ma questo è un frutto che ha delle ottime proprietà, ma si deteriora ogni secondo che passa. »

«Capisco!» lei era sinceramente affascinata, ma a questo punto non avrebbe saputo dire esattamente da cosa o da chi.

Poi Ice aggiunse con voce bassa, quasi parlando tra se «Sei strana, sei diversa, sei….» senza concludere la frase abbozzò un tenero sorriso.

Era stupendo, a Laura mancò di nuovo il fiato e l’emozione le fece bruciare gli occhi.

… Ora lo sapeva: era possibile provare di più, anzi forse “il di più” non aveva fine.

«Tutto ok? » le chiese con tono divertito lui, che aveva sicuramente notato il suo turbamento «Sei più bianca di me, il che è tutto dire » sogghigno sommessamente.

“Ice sapeva essere anche divertente e gentile e affascinante e… meraviglioso” pensò sempre più rapita Laura.

Ora lui riempiva il cestino per portare le bacche ai fratelli e lei decise che doveva sapere di più. Senza riflettere bene sulle conseguenze della sua domanda, gli chiese «Perché hai detto che sei un errore? » Laura aveva cercato di mantenere un tono neutro, pur sapendo che la sua domanda l’avrebbe indispettito. In fatti lui contrasse la mascella e quando parlò, tornò il suo solito tono glaciale «Perché è la verità.»

«Non capisco, ti prego spiegami» lo supplico incredula lei stessa di avergli chiesto una cosa tanto personale. Le parole le erano uscite d’istinto, la sua non era semplice curiosità, ma un vero desiderio di volerlo conoscere meglio.

«Chiedi a Sun, è lui il cicerone del gruppo. » Ice si voltò, e iniziò a camminare per tornare all’accampamento. Lei lo seguì, lo raggiunse e lo affiancò dandosi della stupida per aver rovinato un momento tanto bello. Ormai era fatta, quindi insistette «Voglio saperlo da te, non lo chiederò mai a lui. Ti prego. »

Il ragazzo si fermò, sembrava esitante, poi voltandosi verso di lei, le mostrò il suo volto impassibile e iniziò a parlare «La profezia parla delle Vedenti e poi parla dei loro custodi: il sole e la terra. Due gemelli che nascono il giorno di Natale come le Vedenti, per avere con loro una sorte di legame. Per scortarle, per aiutarle, per proteggerle. »

«Sun vuol dire sole, mentre Ground, terra » mormorò Laura riflettendo tra se. Ora iniziava ad avere tutto un senso.

Ice annuì e senza staccare gli occhi da quelli di lei aggiunse «È sempre stato così nelle generazioni passate, fino alla nostra. Infatti nostra madre partorì tre gemelli e non due come tutti si aspettavano. Nessuno sapeva cosa farsene di me. Non ero nella profezia, non ero atteso, non ero desiderato. »

«Tu sei un custode come i tuoi fratelli, siete gemelli, come fai a dire che non eri desiderato?» era incredula.

«Laura, tu non capisci. » Fece una piccola pausa abbassando gli occhi cercando forse le parole giuste, oppure per trovare il coraggio di parlare.

Da parte sua Laura fu attraversata da un brivido inspiegabile, avrebbe dovuto rimanere concentrata sul discorso che era così importante, e lo era, molto, ma nel contempo, il suo cuore stava facendo le capriole. Quando Ice l’aveva chiamata per nome, il respiro le si era mozzato in gola. Il suono più dolce che avesse mai udito.

Bastarono pochi secondi e riuscì, anche se faticosamente, a riprendere il controllo delle sue facoltà e attese con pazienza che lui continuasse.

«Hanno pensato tutti a un brutto presagio. Io sono freddo, bianco… come la morte. » Pronunciando queste ultime parole si girò e riprese a camminare, ma lei fu lesta a sbarrargli la strada «Allora, perché ti hanno tenuto? » la sua domanda era diretta e crudele, lo sapeva, ma voleva provare a scuotere la corazza di Ice. Si fissarono per un attimo negli occhi, poi quelli di lui si addolcirono un poco «Babbo Natale » dichiarò come se questo dovesse spiegare tutto. Poi proseguì, probabilmente leggendo la perplessità sul viso di quella strana Vedente. «Lui ha detto che se eravamo nati in tre, voleva dire che dovevamo compiere la missione insieme. Io sarei dovuto essere istruito e cresciuto come i miei fratelli e una volta portato a termine il nostro dovere, lui mi avrebbe preso con sé. »

«E’ un uomo meraviglioso, » sospirò la ragazza.

«Già, ma questo non ha impedito a tutti di trattarmi come una nullità. Come ti ho detto prima, non ero atteso e non ero desiderato. Sun venne istruito alla cultura e Ground alla forza, io lasciato libero di non far nulla. »

Ripresero a camminare e quando giunsero quasi alle tende Ice aggiunse con un filo di voce «Tu sei l’ultima e poi sarò libero. »

Ice accelerò il passo, consegnò il cestino ai fratelli e sparì nella tenda, lasciando Laura nel più profondo sconforto.

Ground e Sun si guaardarono sbalorditi, si presero subito cura di Laura, chiedendole dove era stata come stava e informandosi se Ice fosse stato troppo cafone. Laura spiegò semplicemente che era stata solo curiosa di conoscere il cespuglio delle bacche e che Ice era stato così cortese da mostrarglielo. I fratelli soddisfatti dalla risposta, non si curarono molto dei dettagli e, appurato che Laura aveva già mangiato a sufficienza, si ritirarono nelle rispettive tende per riposare.

Laura si sentì improvvisamente svuotata e persa. Non aveva riflettuto nemmeno un istante su cosa sarebbe successo una volta arrivati a corte, una cosa ora era certa, Ice sarebbe andato via e con lui una parte del suo cuore.

Aveva camminato per tre giorni accanto a Sun, affascinata dal suo sorriso e da ogni sua gentilezza. Perfino Ground era stato garbato e, nonostante il suo modo un po’ rozzo, aveva iniziato a piacerle. Ice? Con lui era tutta un’altra storia.

All’inizio si era quasi dimenticata di lui, e poi, forse la curiosità, forse il dispiacere per le sue dichiarazioni, forse… lui le aveva sicuramente fatto qualcosa di strano!

Ancora non riusciva a capire cosa l’avesse spinta a seguirlo quella sera e cosa le era successo davanti al cespuglio delle bacche. Laura non riusciva a spiegarsi assolutamente nulla. Sdraiata sulla sua branda sospirava e, qualunque posizione assumesse, qualunque pensiero si imponesse di avere, non riusciva a fare a meno di ripensare a ogni singolo momento trascorso vicino a Ice. Il suo viso, i suoi occhi, la sua bocca, il suo respiro fresco e cristallino…

L’aveva stregata, non c’era altra spiegazione.

“Altro che custode! Domani gli starò lontanissima!” si ripromise prima di sprofondare in un sonno inquieto.

Capitolo sesto

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11 pensieri su “Capitolo quinto – ICE

  1. Molto bello il piccolo scorcio temporale che vede le altre ‘Vedenti’ portando per un momento il lettore nel passato e inevitabilmente porsi le classiche domande: quanto vive un ‘Vedente’, oppure Rimane scoperto il ‘trono’ di un Vedente? Ed altre.
    Bella la scena dove loro si avvicinano, chissà se riusciranno ad approfondire il sentimento!
    Rivedrei questa frase -Laura era sicura di provare il massimo del sentimento possibile, fino a quando…- mi da l’impressione che suona male…
    Il finale poi è divertentissimo!!

    Liked by 1 persona

    • Grazie Sonia per la tua attenta lettura ^_^ Anche a me quella frase suona un po’ strana, ma non volevo rinunciare al concetto che sinceramente non ho ancora trovato come esprimere diversamente… ma hai ragione, suona proprio male O_O
      Per il resto… sono felice che ti emozioni in mio semplice racconto. A me piace scrivere cose leggere, ma che nel loro piccolo sappiano emozionare ^_^ Spero continuerà a piacerti e a tenerti compagnia 🙂

      Liked by 1 persona

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